L’ACCOGLIENZA DEI RIFUGIATI DEL CILE
NOTA STORICA di Guido Malagoli
Il colpo di stato in Cile dell’11 settembre 1973 che portò alla tragica morte del presidente Salvador Allende e all’instaurazione del regime militare del generale Augusto Pinochet, attivò una delle più straordinarie mobilitazioni di solidarietà per un fatto di politica estera nel mondo, con l’Italia in primo piano nell’accoglienza dei rifugiati cileni. Secondo i dati dell’Istituto Cattolico per le Migrazioni su una popolazione di 13 milioni, circa un milione di cileni fu costretto ad abbandonare il paese per ragioni politiche a causa della dura e massiccia repressione inaugurata dal regime. L’interessamento italiano agli affari cileni fu, ancor prima del golpe, di carattere eminentemente politico e ad esso contribuirono in maniera rilevante gli intensi rapporti fra i partiti della sinistra cilena e di quella italiana.
L’interessamento dei comuni italiani e dei loro amministratori fu attivo e mise in atto gesti di solidarietà in favore dei rifugiati cileni. Soliera, naturalmente, non si tirò indietro e concretizzò con i fatti l’aiuto a quella popolazione violentata dalla dittatura.