La piazza – approfondimento
La piazza principale di Soliera diventa ogni giorno più attraente.
È la nostra piazza, una presenza che riconosciamo e ci accoglie appena oltrepassiamo il voltone.
Come tutte le cose che ci circondano, anch’essa e le contrade dentro le mura, hanno subìto mutamenti importanti col passare del tempo, non tanto a causa di alterazioni delle strutture e degli spazi edificati, che sono rimasti più o meno simili a quelli del passato, quanto per i cambiamenti dei nomi e della destinazione d’uso.
Infatti se osserviamo una fotografia della piazza all’inizio del secolo, la riconosciamo senza difficoltà, come riconosciamo con piacere una nostra vecchia antenata in posa ieratica in piedi davanti al fotografo.
I nomi attribuiti alle vie interne del castello, come spesso accade nella toponomastica, si sono adeguati continuamente ai mutamenti storici. L’esempio più evidente riguarda proprio la piazza che nel volgere di appena una sessantina d’anni ha mutato nome tre volte: da via Principe di Napoli divenne Piazza Vittorio Emanuele III la quale, alla caduta in disgrazia del re, fu intitolata ai Fratelli Angelo e Vittorio Sassi. C’è materia sufficiente per discutere e analizzare quel periodo storico.
L’accurata relazione di Manicardi Azzurro ci fa conoscere alcune importanti trasformazioni strutturali come quella avvenuta nel Vicolo di Mezzo o il tamponamento delle quattro arcate del portico che s’affacciava sulla via 4 Novembre o, ancora, l’apertura del secondo ingresso al castello di due secoli fa. Facendo riferimento ai ricordi personali e ad una mappa catastale, l’autore sfoglia un album fotografico virtuale dove vengono descritti gli edifici della piazza, il numero di mappale e il loro passato con le informazioni che riguardano vendite, passaggi di proprietà, cambiamenti nella vita della comunità dai tempi lontani fino ad oggi.
I solieresi di oggi, abituati a vedere gli edifici e i portici che si affacciano sulla piazza e l’attraversano frettolosi e indifferenti, difficilmente immaginano quante famiglie si sono succedute in quelle stanze, quante attività e negozi sono passati da padre a figlio per intere generazioni, quanti frazionamenti di case si sono verificati negli ultimi cent’anni o poco più perché non ci sono segni né riferimenti evidenti. Niente diventa più invisibile di ciò che vediamo nella distratta quotidianità. Ebbene, il lavoro di Manicardi, scrupoloso e completo sotto l’aspetto documentale, mentre accenna alla propria infanzia ed è tentato di raccontare la storia in dialetto per abbracciare più a lungo il luogo dove è nato, stimola i lettori, i cittadini di Soliera, a conoscere quelle che egli definisce “mappe della memoria” cioè quei saperi che legano luoghi e persone del passato al nostro vivere presente.
Ci accompagna per mano Azzurro, novello Virgilio, e ci informa: chi c’era e chi c’è, il nome delle famiglie, dei negozianti, degli artigiani, delle strade oltre a brevi noterelle di costume.
INTITOLAZIONE DELLE VIE INTERNE DEL CASTELLO
Fino al 1885 la piazza del Castello di Soliera era detta, genericamente, Via o Strada Principale.
Fu nel 1885 che i Comuni furono obbligati a indicare le strade comunali la cui manutenzione era a loro carico e Soliera intitolò le vie interne al castello come segue:
– Via Principe di Napoli (oggi Fratelli Sassi): col Palazzo Campori, la Chiesa, la Casa comunale (Pretorio).
– Via alla Chiesa (oggi Giovanni XXIII): con Casa Fattori, il Palazzo Campori, le mura di levante.
– Via del Nord (oggi Piazza Sitti): da Via Principe di Napoli, alla casa comunale (pretorio), la scuola (con ambulatorio), la Torre e Chiesa.
– Piazzale del Nord (oggi 4 Novembre): da Via Principe di Napoli alle mura di ponente (oggi 4 novembre).
– Vicolo di Mezzo (oggi Don Minzoni) -casa Benvenuti, Marverti, Campori, Lancellotti.
– Via del Municipio: da Via Principe di Napoli al Municipio
– Via Delle Case Nuove (oggi Via Gramsci) – da Vicolo di Mezzo a Via del Municipio.

IL SECONDO INGRESSO AL CASTELLO DI SOLIERA
L’odierna Via Nenni, che dalla piazza porta alla Via Grandi, era considerata il prolungamento della Via Fratelli Sassi.
L’apertura di un nuovo ingresso al castello sul lato Nord venne richiesto dal marchese Carlo Campori al Podestà di Modena, di cui Soliera era una Sezione, nel 1824 per “eliminare la strada circondaria a sinistra della strada di Modena di fronte alla porta del Castello che va nella direzione di ponente”.
L’autorizzazione, dopo lunga opposizioni di una parte dei solieresi, fu concessa nel 1827 dal Governatore Coccapani, con spesa a carico del Marchese Campori e con l’allargamento della porta del Castello portandola alla misura di quella di Modena.
INTITOLAZIONE DELLA PIAZZA AI FRATELLI SASSI
Nel 1885 la piazza era intitolata “Via Principe di Napoli” e nel 1926 divenne “Piazza Vittorio Emanuele III”. Nel dicembre del 1943, dopo l’armistizio dell’8 settembre e la fuga del re da Roma a Brindisi, la piazza venne intitolata ai “Fratelli Angelo e Vittorio Sassi”, militari solieresi morti in guerra, il primo il 19 novembre 1940 in Libia ( al cimitero 1941) e l’altro il 4 giugno 1942 in Dalmazia (Jugoslavia).
Le Autorità comunali al momento della intitolazione.
Non è chiaro chi fossero i rappresentanti del Comune che intitolarono la piazza ai Fratelli Sassi, ma sappiamo che il 6 dicembre 1943 Renzo Galli aveva fondato il fascio repubblicano di Soliera di cui era il “Reggente”, al comando di una squadra di 30 militi (?) che mi sembra fossero alloggiati nel Castello.
Ho il vago ricordo anche di un certo Scatlòt, solierese, sopranominato “comando mì” perché ricopriva il grado superiore fra i militi.
Il Podestà era Sergio Saltini, che forse si era dimesso o destituito, perchè il 18 dicembre il Dott. Mario Rebecchi venne nominato Commissario Prefettizio di Soliera.
E gli altri militari solieresi morti in guerra ? – DIMENTICATI
“Soliera è uno dei pochi paesi d’Italia che non ha un monumento che ricordi le vittime civili e militari della seconda guerra mondiale. Da anni i cittadini lo chiesero negli anni passati, senza però mai riuscire a ottenere una risposta convincente. Ricordare questi uomini e queste donne sarebbe un atto di denuncia forte contro ogni guerra”.
L’elenco dei caduti civili e militari e dei deportati di Soliera morti durante quegli anni è lunga e terribile. Le loro vite spezzate sono state dimenticate e questo non fa onore alla nostra memoria storica. Ricostruire quelle storie sarebbe un grande insegnamento, soprattutto per le giovani generazioni.
Dall’elenco del Ministero della Difesa i militari morti dal 1940 al 1943 nati a Soliera sono 64. Secondo l’elenco pubblicato in “Mai più guerre” del 1989 dalla Associazione Nazionale Combattenti e Reduci di Guerra di Modena bisogna aggiungere i nomi di altri 49 militari morti nati o residenti a Soliera, non compresi nell’elenco del Ministero della Difesa. Sono poi da aggiungere i militari morti dal 1944 al 1945 in prigionia, specialmente in Germania, compresi nell’elenco del Ministero della Difesa che sono 21.
Abbiamo, infine, un elenco di 10 militari sepolti nei cimiteri militari in Germania.
Il totale complessivo dei militari morti, nati o residenti a Soliera, è di 144.

I PORTICI DELLA PIAZZA
I portici degli edifici del borgo di Soliera, disegnati nella mappa d’impianto del Catasto redatta negli anni intorno al 1895, sono indicati in parte come proprietà privata (castello Campori, canonica e casa Lugli) mentre tutti gli altri sul lato ovest della piazza e che svoltavano nella Via 4 Novembre e Vicolo di Mezzo (oggi Via Don Minzoni) erano di uso pubblico.
Nel 1894 il Comune approvò il progetto par l’allargamento del Vicolo di Mezzo (Don Minzoni) sul lato Nord e due anni dopo si procedette allargamento secondo il seguente criterio: l’area sovrastante il portico veniva ceduta per due terzi al Comune, il quale cedeva ai proprietari dei fabbricati un terzo dell’area del portico, consentendo quindi l’arretramento dei fabbricati e l’allargamento della sede stradale che passò da circa 3,00 metri agli odierni 4,30.
I proprietari erano, dalla piazza alle mura di ponente, Messerotti Benvenuti Giuliano, il Marchese Pietro Campori al centro e Carolina Lancellotti alla fine del vicolo.
Il tratto di quattro arcate di portico sulla Via 4 novembre della casa Vaccari venne incorporato nel fabbricato per concessione comunale nel novembre 1920, al prezzo di lire 200.
L’OROLOGIO DELLA PIAZZA
Nell’Inventario Generale del Comune di Modena del 1857, risulta che nella Sezione di Soliera
“esiste un orologio nella Torre della Chiesa di San Giovanni Battista, custodito entro un armadio di legno con le sue carrucole e corde diverse, che sostengono cinque pesi di macigno, due grandi e tre piccoli”.
Nelle Cronache di Don Domenico Cornia, parroco di Soliera, è scritto: “ Fino al 1872 l’orologio che segnava le ore da 80 anni, batteva le ore sulla campana maggiore sul frontone della porta maggiore della chiesa”.
Nel 1875 venne installato un nuovo orologio costruito da Eugenio Dodi di Modena col quadrante sempre nella facciata della chiesa.
Nel 1918 il Consiglio comunale non essendo più riparabile il vecchio orologio posto nel campanile, deliberò di acquistarne uno nuovo dalla Ditta Frassoni di Rovato (Brescia) da installare nella Torre del Palazzo Campori.
LA PIAZZA – MAPPA DELLA MEMORIA
Tutte le mappe, antiche o recenti, contengono e indicano le strade da percorrere per andare da un luogo a un altro; poi ci sono quelle delle città e dei quartieri, con le vie interne.
Anche Soliera ha, come il resto del mondo, le sue strade e vie, ma con una distinzione particolare però: “fuori o dentro le mura”, perché fino alla fine dell’800 fuori dal castello c’erano le strade e vie, ma dentro avevamo le “contrade”.
Tutte le mappe dei terreni e delle case avevamo comunque un obiettivo fiscale, cioè dovevano stabilire la consistenza patrimoniale dei proprietari da sottoporre a tassazione.
Solo dopo si passò a tassare anche solo i redditi, oltre che il patrimonio.
Oltre a queste mappe topografiche esistono poi le mappe della memoria, quelle conservate nelle teste delle persone, diverse fra di loro perché redatte in periodi diversi, da persone di diversa età, che chiamerei “mappe della Comunità”, legata sì alle case dei quartieri, dei borghi e delle contrade, ma solo come luogo dove le persone abitavano e vi svolgevano le loro attività commerciali o artigianali, dove erano collocati i servizi pubblici a disposizione dei cittadini, le banche, le chiese, le Assicurazioni e le Associazioni professionali, culturali o del volontariato in genere.
E’ la elaborazione e compilazione di questa mappa legata alle persone del borgo di Soliera che vorremmo redigere, facendo ricorso alla nostra memoria, quasi sfogliando un album di vecchie fotografie scattate nei tempi andati, quando eravamo ragazzi, quando io abitavo in Via delle Case Nuove, l’ex Contrada di dietro e oggi Via Gramsci.
LE CASE – LA GENTE – IL LAVORO
Anche oggi che Soliera è tanto cambiata, quando i residenti si devono recare all’interno del centro storico, dicono: “vado a Soliera”. Senza ombra di dubbio si vuole indicare la zona racchiusa dalle antiche mura e cioè il vecchio “borgo” all’interno del Castello.
Non occorre molto tempo per fare il periplo del vecchio castello e servono solo “quattro passi” per attraversare la piazza principale e percorrere i vicoli laterali.
Il vecchio borgo di Soliera, al di là delle normali ristrutturazioni, è rimasto pressochè lo stesso da tanto tempo, ed è quello che vogliamo descrivere confrontando le vecchie e nuove immagini, per accostare lo stato attuale con quello della nostra infanzia, più o meno lontana e, comunque, diversa per ognuno di noi.
Verrebbe quasi voglia di descrivere le case nel nostro dialetto solierese, che ha un suono diverso a seconda dell’età, del tempo trascorso in questo nostro paese, dove siamo nati, abbiamo fatto le scuole o lavorato e vissuto per tutta la vita, convinti che il dialetto darebbe alla descrizione quel colore ingiallito proprio come una vecchia fotografia, quasi fosse possibile arretrare negli anni e rivederli di nuovo, per ricostruire i diversi aspetti della vita degli abitanti del borgo, dei cameranti, dei commercianti e degli artigiani, che esercitavano le loro attività “dentro Soliera”, col loro svolgersi lento e quasi sempre uguale.
Non potendo disporre delle vecchie numerazioni civiche delle case della Piazza di Soliera si è fatto ricorso ad una mappa catastale del 1980, dove le case sono contraddistinte dai mappali, che vanno dal 146 al 268.
A seguire l’elenco generale comprensivo dei passaggi di proprietà e della gestione degli immobili.
Per una migliore comprensione i mappali del Castello e della Chiesa sono descritti a parte.

MAPPALE
146
(MULINO)
PROPRIETÀ
1906 – BERNINI ALVISE
1929 – BERNINI SANDRINO
1980 –COMUNE DI SOLIERA
GESTIONE
1906 – BERNINI ALVISE
1929 – BERNINI SANDRINO
Nel dopoguerra:
CODELUPPI SILVIO
COOP.AGRICOLA (Lugli Gastone)
FAMIGLIA CONTINI
1980 –COMUNE DI SOLIERA
OGGI – CENTRO POLIFUNZIONALE IL MULINO
MAPPALE
151
(CONSORZIO AGRARIO)
PROPRIETÀ
1941 – SEDE PERIFERICA DEL CONSORZIO AGRARIO DI MODENA
1995 – SOC. CASTELLO NUOVO
GESTIONE
OGGI DAL 2000 – CONDOMINIO CON 20 ABITAZIONI, DISTRETTO SOCIO-SANITARIO, SUPERMERCATO, OTTICA, TABACCHERIA, PARRUCCHIERE, BAR POI ASSICURAZIONE
MAPPALE
148
(CASA DEL POPOLO)
PROPRIETÀ
1906 – SOCIETÀ COSTRUTTRICE SOLIERA
acquista dal Marchese Campori mq.1560 di terreno delle fosse castellane per costruire un edificio che aveva accesso nel piazzale del Nord (poi via IV Novembre).
1918 – GIOVANARDI PIO
1922 – COMUNE DI SOLIERA
GESTIONE
COOPERATIVA DI CONSUMO E SINDACATI
Al primo piano:
1922-1945 CASA DEL FASCIO E CIRCOLO DOPOLAVORO-
1945-1976 CAMERA DEL LAVORO DAZIO- UFFICIO DI COLLOCAMENTO
Al piano terreno:
ELIS E AVERTANO – Barberia
GRUPPO CALZOLAI NEGOZIO CALZATURE RENATO E LOIRA OGGI DAL 1999 –CONDOMINIO PRIVATO
MAPPALE
152
PROPRIETÀ
1956/57- CASSA DI RISPARMIO CARPI
GESTIONE
OGGI DAL 1956/57 – UNICREDIT
MAPPALE
173
(EX CASA VACCARI)
PROPRIETÀ
1750 – FAMIGLIA MANZINI
‘800 – FAMIGLIA MARVERTI
1909 – VACCARI GIUSEPPE LUIGI FRANCESCO VITTORIO
1912 – VACCARI LUIGI
1996/97 – COOP. MURATORI DI SOLIERA
GESTIONE
AMIGLIA VACCARI LUIGI
con drogheria – rivendita Sali e Tabacchi e osteria.
L’osteria passò a GUIDO MESSEROTTI (morto in guerra nel 1943) poi al figlio AMEDEO e alla madre PIA TOSETTI quindi ai coniugi CARLO ARTIOLI E ISIDE FERRARI.
poi FAMIGLIA ANDREOLI-negozio di abbigliamento.
La rivendita di Sali e Tabacchi diventò un negozio di piante e sementi della FAMIGLIA LOSI.
La drogheria diventò una macelleria gestita da ADANI OTELLO poi da ZIRONI ROLANDO poi dai fratelli ZIRONI ROLANDO poi dai fratelli AMOS ED EZIO VACCARI poi da MARTINELLI E CAPPELLINI. Al primo piano oltre le abitazioni, c’era fin dagli ’30 lo Studio Fotografico di WALTER VACCARI, poi del fratello Giannino e quindi di SILMAR infine per un breve periodo di OTELLO ADANI. OGGI È UN CONDOMINIO PRIVATO AL PIANO TERRENO C’È LO STUDIO FOTOGRAFICO VACCARI WILLIAM
MAPPALE
176
(CASA BISI-REVERBERI)
PROPRIETÀ
1894 – MESSEROTTI BENVENUTI GIULIANO
poi MESSEROTTI FABIO
poi MESSEROTTI GIUSEPPE
1914 – GIACOBAZZI LEOPOLDINA VED.BISI E BISI ANTONIO
1925 – BISI ANTONIO
1930 – BISI FRANCO BISI MARIO E REVERBERI NERINA poi EREDI BISI MARIO
GESTIONE
1930 – “LA NERA” GESTISCE NEGOZIO DI ALIMENTARI E POMPA DI BENZINA
dal dopoguerra fino al 1965 – LA COOP. DI CONSUMO
1966 BAR DI VALIERO
1976 ALTRI GESTORI OGGI – SEDE DELLA CIA
MAPPALE
250
(CASA SILVESTRI)
PROPRIETÀ
1909 – MARVERTI LODOVICO vende a SILVESTRI AMBROGIO E GREGORIO
1911 – SILVESTRI IVO SILVESTRI VITTORINO
poi GOZZI GINO
poi in parte F.LLI VINCENZI
in parte BARACCHI BRUNA
GESTIONE
1911 – MACELLERIA SILVESTRI IVO
poi MACELLERIA VACCARI
OGGI MACELLERIA VINCENZI
BAR SILVESTRI VITTORINO
poi BAR LEONI
poi BAR VALIERO
ABBIGLIAMENTO BARACCHI BRUNA
OGGI ERBORISTERIA
MAPPALE
250
(CASA SILVESTRI)
PROPRIETÀ
1909 – MARVERTI LODOVICO vende a SILVESTRI AMBROGIO E GREGORIO
1911 – SILVESTRI IVO SILVESTRI VITTORINO
poi GOZZI GINO
poi in parte F.LLI VINCENZI
in parte BARACCHI BRUNA
GESTIONE
1911 – MACELLERIA SILVESTRI IVO
poi MACELLERIA VACCARI
OGGI MACELLERIA VINCENZI
BAR SILVESTRI VITTORINO
poi BAR LEONI
poi BAR VALIERO
ABBIGLIAMENTO BARACCHI BRUNA
OGGI ERBORISTERIA
MAPPALE
252
(CASA LODI)
PROPRIETÀ
1905 – GIOVANNI LODI poi
ATTILIO LODI
poi EREDI LODI
GESTIONE
1905 – ATTILIO LODI – Ferramenta chincaglieria
In seguito a ristrutturazione si ottennero due locali
NEGOZIO ALIMENTARI – con Lancellotti Laerte poi Adele Allegretti poi famiglia Stravaganti
OGGI VUOTO
TABACCHERIA – con famiglia Rossi Luigi poi famiglia Vecchi.
OGGI VUOTO
MAPPALE
253
(EX CASA MARI)
PROPRIETÀ
1908 – MARI MASSIMILIANO MARI CESARE
Ristrutturato negli anni ’60
poi IMMOBILIARE
poi PRIVATI
GESTIONE
1908 – MARI – Osteria con alloggio “Alla posta”
1922 – UFFICIO POSTALE – gestito dalla famiglia Mari
BARBERIA NEGRI MARIO (anche assicuratore)
MAGAZZINO CALZATURE FAMIGLIA BOLZANI
OGGI AGENZIA IMMOBILIARE ANTICHE QUERCE
MAPPALE
254
(EX CASA MONTORSI)
PROPRIETÀ
1923 –MONTORSI ENZO
1987 – FERRARI CARLO
GESTIONE
BONA MOGLIE DI ENZO – negozio alimentari
poi PRANDI E GRULLI – barberia
poi FAMIGLIA ANDREOLI- abbigliamento
poi ORMISTE MANFREDINI – merceria
poi BRUNA BARACCHI – merceria
poi F.LLI FERRARI -magazzino
OGGI NEGOZIO F.LLI FERRARI
MAPPALE
256
(CASA VACCARI DANILO-EREDI)
PROPRIETÀ
1891 – GATTI FORTUNATO
1907 – MESSEROTTI GUSTAVO
poi – MESSEROTTI GUIDO (morto in guerra)
poi – MALAGOLI ILARIO E GUGLIELMO
1948 – VACCARI DANILO
GESTIONE
1907 – MESSEROTTI GUSTAVO gestisce Osteria Albergo “Al Turco”
1948 – VACCARI DANILO Riparazione e vendita apparecchi radio (poi TV)
poi ERBORISTERIA
OGGI OGGETTISTICA
MAPPALE
257
(CASA DE PIETRI)
PROPRIETÀ
1941 – LODI ATTILIO E REVERBERI NERINA
1948 – FAMIGLIA DE PIETRI
GESTIONE
1938 – PIGNATTARI – negozio alimentari
1948 – FAMIGLIA DEPIETRI – ferramenta
poi LUPPI COSTANTINO – ferramenta
poi CARLA GOZZI – pasticceria
poi PALLADINO ANGELO – barberia
OGGI SARTORIA/RIPARAZIONI
MAPPALE
259
(CASA CODELUPPI)
PROPRIETÀ
1918 – FATTORI AZZOLINA
poi – GOLDONI VERANDO (detto GUERRANDO)
1951 – CODELUPPI ALADINO
GESTIONE
Negozio grande:
CODELUPPI ALADINO –meccanico di biciclette
(allargò l’attività con il noleggio di una Lambretta e una Moto Guzzi. Di fronte al negozio installò una pompa di benzina)
poi CODELUPPI- articoli gomma e plastica
poi PIZZA AL TAGLIO
poi AGENZIA FUNEBRE ISIDE
poi AGENZIA FUNEBRE LUGLI FRANCA
poi AGENZIA DI VIAGGI
poi STUDIO DI CONTABILITÀ
OGGI VUOTO
Negozio piccolo:
ELIS AVERTANO OSCAR – Barberia
– Il parroco Don Ferrari
CODELUPPI – articoli sportivi
STUDIO SERVIZI CONDOMINIALI
OGGI AGENZIA ASSICURATIVA
MAPPALE
260
(CASA FERRARI)
PROPRIETÀ
1905 – FERRARI ALDO
poi FERRARI MILENA SERGIO CARLO
poi FERRARI CARLO
GESTIONE
1905 – FAMIGLIA FERRARI – merceria profumeria
OGGI VUOTO IN FASE DI SISTEMAZIONE
MAPPALE
265
(EX B.S.G.S.P)
PROPRIETÀ
FINO AL 1965 – MARCHESI CAMPORI
1965 – BANCO S. GEMINIANO E S.PROSPERO
GESTIONE
1965 – BANCO S .GEMINIANO E S.PROSPERO
poi GUALTIERI – pasticceria
poi CASSA RISPARMIO MIRANDOLA
poi UFFICI ISTITUTO COMPRENSIVO
PROSSIMA APERTURA PUB
MAPPALE
264
(EX CASA LOLLI)
PROPRIETÀ
1674 – GIULIO GARUTI vende a DON AMBROGIO MORENI
1941 – BRUNO GIBELLINI
poi LOLLI ARRIGO
2002 – PARROCCHIA SOLIERA
GESTIONE
CREMASCHI – elettricista
CAMELLINI – idraulico
LOLLI ARRIGO – idraulico
OGGI VUOTO
MAPPALE
263
(EX CASA LUGLI)
PROPRIETÀ
1870 – MARVERTI
poi – FATTORI EZIO
poi – FAMIGLIA LUGLI
1978 – PARROCCHIA SOLIERA
GESTIONE
FATTORI EZIO – Farmacia San Michele
1923 – BANCO S. GEMINIANO S.PROSPERO
poi FAMIGLIA LUGLI – Alimentari e gelateria
poi PARROCCHIA – Bar Acli
OGGI BAR ROMA
MAPPALE
261
(CANONICA)
PROPRIETÀ
1674 – GIULIO GARUTI VENDE
A DON AMBROGIO MORENI il quale acquistò l’immobile per adibirlo a canonica su pressione degli abitanti di Soliera che chiedevano il trasferimento del parroco dalla Chiesa di San Michele a quella di San Giovanni Battista.
GESTIONE
CANONICA
Sotto Il portico nel locale a nord c’è stato
GOZZI ERMINIO (con le figlie Maria e Merope) – Centralino telefonico, giocattoli, cappelli, macchine da cucire Singer
poi BIZZOCCOLI IGEA
OGGI TUTTO ADIBITO A CANONICA E SERVIZI PARROCCHIALI
MAPPALE
262
(SALA PARROCCHIALE)
PROPRIETÀ
1908 – Il parroco Don Ferrari costruisce un teatro parrocchiale che nel dopoguerra viene trasformato in cinema AURORA. Nel 1957 viene ristrutturato portando l’ingresso dal lato sud-est alla piazza. Per l’inaugurazione viene proiettato il film “Anastasia”.
Nel 1976 il parroco Don Franco Borsari trasforma il cinema in sala per le attività parrocchiali.
GESTIONE
OGGI – SALONE ATTIVITÀ PARROCCHIALI
MAPPALE
179
(EDIFICIO A DX DELLA CHIESA)
PROPRIETÀ
1663 – SALVIOLI BERNARDO vende l’edificio al MARCHESE CAMPORI per adibirlo a scuderie.
1891- Un incendio distrugge la parte superiore adibita a fienile, viene ricostruita ed adibita ad abitazioni (Probabilmente c’era anche una sala teatrale poiché nel 1897 un atto notarile cita la costituzione della Coop di Consumo di Soliera nella sala ad uso “Teatro” di questo edificio)
1902 – FATTORI EZIO
1916 – COPERTI LUIGI
poi BARBOLINI MARTINO
poi BARBOLINI LEANDRO
2003 – PARROCCHIA
GESTIONE
ANNI ’30 – FAMIGLIA GREGORI – Osteria
poi ASCARI ACHILLE – Bar Chiletto
e di fianco CAMPAGNOLI (PAVLOUN)- Macelleria
1965 – LUPPI COSTANTINO – ferramenta
OGGI CARITAS PARROCCHIALE
MAPPALE
177/178
(EX CASA DEL PRETORIO)
PROPRIETÀ
Fu casa del Pretorio dove si riuniva la Magnifica Comunità di Soliera da secoli. Infatti il cronista Spaccini dice che nel 1601 il Podestà Domenico Gatti si tolse dalla Rocca e andò ad abitare nella “Casa del Comune”.
Nel 1865, per ragioni di spazio, il Comune prese in affitto da Marverti l’attuale Municipio che poi acquistò nel 1888.
1922 – LANCELLOTTI ARCHIMEDE E SILVESTRI AMBROGIO
1926 – SILVESTRI AMBROGIO
Poi – BIGARELLI
GESTIONE
MARI MASSIMILIANO – Collettore postale, poi:
negozio in angolo:
GUIDO SETTI (AL PILÒTA) meccanico di biciclette che nel dopoguerra si allargò con i micromotori Mosquito e Capriolo.
poi FAMIGLIA BAZZI – meccanico
poi – PARADISI SISTO – meccanico
poi – FAMIGLIA BIGARELLI – edicola
poi – SERENA BULGARELLI – edicola
poi – MORSELLI ALESSANDRA – edicola
OGGI CHIUSO
negozio a lato verso sud:
BIGI UGO CON ASSUNTA MARTINELLI
(LA SUNTA) negozio di frutta e verdura (gioia di tutti i ragazzi di Soliera!)
AGENZIA IMMOBILIARE F.LLI ACERANTI
PESCHERIA CHEENE
OGGI CHIUSO
Negozio verso la piazzetta
LUPPI ROBERTO – polleria
FORNO CANALETTO
MAPPALE
180
(EX CASA COMUNALE)
PROPRIETÀ
1793 – MARVERTI MICHELE vende
AL COMUNE
1995 – DEMOLITA
GESTIONE
1793 – CASA DEL BARGELLO (CAPO DELLE GUARDIE) CON ANNESSE CARCERI
1897 – DIPENDENTI COMUNALI E SCUOLA ELEMENTARE MASCHILE
AMBULATORIO DEL (in parte) MEDICO CONDOTTO
OGGI DEMOLITA
MAPPALE
182
(LA CA’ DAL CAMPANÈR)
PROPRIETÀ
ANNESSA ALLA CHIESA
GESTIONE
DAL 1868 ABITAZIONE DELLA FAMIGLIA BRAUSI
SAGRESTANI E CAMPANARI:
LODOVICO
FERDINANDO
ADRIANO (MANDRÌN)
poi ABITAZIONE DELLE SUORE
OGGI SEDE DEGLI SCOUT
MAPPALE
181
(I BAGNI PUBBLICI)
PROPRIETÀ
1950 – Furono fatti costruire dal Sindaco Roncaglia per sostituire l’orribile vespasiano all’aperto che veniva ripetutamente spostato per cercare, senza trovarlo, un posto adeguatamente riservato.
DOPO IL 1990 – furono demoliti.
GESTIONE
BAGNI PUBBLICI
OGGI DEMOLITI
Mappale 268 – Castello Campori
Le origini del castello di Soliera sono antiche. Le prime notizie risalgono all’anno 1362 quando l’esercito dei Visconti di Milano, alleati dei Pio di Carpi contro gli Estensi di Ferrara e di Modena, fabbricò un fortissimo bastione a Soliera. Ma la guerra fu favorevole agli Estensi che distrussero il castello di Soliera per ricostruirne uno nuovo nel 1370. Ceduto in feudo ai Pio nel 1405 tornò agli Estensi nel 1599. Nel 1636 il Duca Francesco I eresse Soliera a Marchesato e la concesse in feudo a Pietro Campori. La famiglia Campori fu feudataria estense fino al 1796 quando il Congresso Cispadano decretò la soppressione dei feudi. Col ritorno degli Austro-Estensi nel Ducato di Modena nel 1815, i Campori mantennero il titolo di Marchesi di Soliera e le proprietà private come il Castello, ma non i diritti feudali che furono soppressi.
L’ultima discendente dei Campori fu Anna (1884-1967), che andò sposa al Conte Benedetto Pignatti Morano. Nel 1976, la Contessa Giovanna Ponza di San Martino Ved. Pignatti Morano Campori, cedette il castello alla Parrocchia di Soliera, che nell’ottobre 1990 lo vendette al Comune di Soliera.
Mappale – B – Chiesa
È dedicata a San Giovanni Battista e la prima notizia storica risale al 1153.
La situazione attuale deriva da varie trasformazioni. Le quattro cappelle laterali furono costruite nel 1651. Nel 1699 i Campori pagarono 460 lire per “la costruzione della fabbrica della Chiesa (forse si trattava del primo prolungamento dell’abside) perché l’ultimo ampliamento, che portò l’abside fino sulle vecchie mura castellane, è opera di Don Domenico Cornia nel 1876.








