Veglia delle rose
Gianni Marverti
Negli anni 60 e 70, quelli del famoso boom economico, le persone amavano particolarmente il ballo e la musica e per divertirsi frequentavano le balere e i dancing.
Uno di questi era il Medusa che diventò molto noto anche grazie ad una serata particolare durante la quale veniva premiata l’eleganza e la bellezza dell’abito indossato delle partecipanti.
Si teneva quasi sempre alla fine di gennaio e si chiamava Veglia delle rose, un evento creato e voluto da mio zio Wilson Marverti, “Bagigi” per gli amici.
Dopo l’arrivo del pubblico, durante lo svolgimento delle danze, una giuria composta da alcune Personalità del paese e da esperte modiste sempre del paese, sceglievano fra i partecipanti, le concorrenti con gli abiti più idonei alla sfilata finale.
Verso la fine della serata, si sospendevano le danze e al centro della pista da ballo veniva montata una passerella sulla quale le concorrenti venivano invitate a sfilare accompagnate dal loro cavaliere mostrando al pubblico e alla giuria il loro abito.
La premiazione avveniva subito dopo la sfilata e alla prima classificata veniva consegnata una spilla a forma di rosa d’oro, opera creata da un noto orafo modenese, alla seconda un bocciolo di rosa sempre d’oro e alla terza classificata una rosa d’argento-
Fra i miei ricordi fotografici ho trovato una foto molto importante perché chi vinse quella rosa in una serata di gennaio del ’74 è stata la ragazza che diventò in seguito mia moglie.
>>“Isolda la sarta”<< La Voce – 14 maggio 2003.
31 dicembre 2020
