Ricordo la Fiera di Soliera
Guido Malagoli
“Nonno, ma tu conosci proprio tutti?” mi domanda la piccola nipotina mentre siamo in piazza il giorno della fiera. Ha ragione. Faccio mille brevi soste. La tengo in braccio e lei si attacca al collo felice di non dover camminare con le sue gambette e nello stesso tempo ha la soddisfazione di vedere i grandi dall’alto (si fa per dire, ovviamente). Una mia carissima collega, molto avanti negli anni, mi incontra e mi regala un pensiero così semplice che mi rimbalza ancora nel cuore: “Tientela ben da conto questa bimba, sai, perché il tempo …” Non so che cosa vorrebbe aggiungere ma sono parole che le si strozzano in gola. Incontro persone che conosco bene, benissimo e altre di vista. Sempre grandi sorrisi: “Come va?” “Ehi, meglio di così” rispondo esibendo la bamboletta che si gira di lato e mi respira sul collo. Smorfiosetta ma curiosa.
Avanti. “Adesso facciamo un giretto fino in fondo alla piazza, poi andiamo verso il luna park, ci sono i baracconi, le giostre, le luci e tanti bambini”. Altre persone, altri saluti, sorrisi, parole di circostanza dal sapore speciale, quel giorno, perché gli sguardi s’intrecciano in un modo nuovo.
Un giro in piazza non può bastare a un nonno con la nipotina in braccio. Seconda passeggiata, più lenta veh! guardando distrattamente intorno per imbattersi nello sguardo di qualcun altro, anche distante, confuso fra la gente. Basta un cenno con il capo, con la mano aperta tanto per far capire che io ci sono, lui c’è, ci siamo visti. “Ho con me la nipotina, visto che bella?” dico con gli occhi mentre quello è già sparito. Quanta gente! Per fortuna! Ho fatto bene a uscire.
“Chi è quella signora, nonno?”
“Un’amica della nonna”
“E come si chiama?”
“Te lo dice poi la nonna”
“Ma la nonna non c’è qui con noi” .
E’ proprio così, la nonna non ha mai amato la ressa dove ci si muove di coltello per andare avanti e tutti spingono e chissà dove devono arrivare. Credo che sia venuta a Modena per S. Geminiano una sola volta insieme a me: “An ved l’ora ed turnèr a cà e po’ am fa mèl i pèe” .
Alla fiera di Soliera ci viene, ma verso sera, quando il sole s’acquieta, s’accendono le prime luci delle bancarelle e la piazza è più silenziosa, garbata come un’amica accogliente.
Torniamo a casa io e la nipotina. Adesso posso prendere la sua mano e lasciare che adoperi i suoi piedini per correre lungo il viale alberato.
“ Nonno, come si chiamava quella signora?” Che posso risponderti, piccolina? Che non la conosco? Che non mi ricordo? Ci sono: “ E’ una di Soliera!”
“Ahn!” cinguetta soddisfatta.
>>“Soliera, torna la Fiera”<< Il Resto del Carlino – Giugno 1993.
18 novembre 2020
