IL CHIODO
“Circolare n. 4: Scrutini relativi agli esami di riparazione:
Giovedì 8 settembre 19…
– 11,15 classe 1A
– 11,45 classe 2B”
8 settembre, ore 10,50 – Fulvio, docente di francese in 1A, sta guidando la sua FIAT 128. Il tempo è mite, la campagna è bellissima nei suoi colori autunnali. È di buon umore, e ascolta alla radio alcuni successi dell’estate, quando sente che l’auto diventa instabile. Per fortuna è vicino alla piazzola di un bar, accosta. Accidenti, è una foratura. La ruota anteriore destra ha preso un chiodo e lo ha lasciato a piedi.
Che fare? Non ci sono officine nelle vicinanze, e il cambio della gomma non sarà rapido. E lo scrutinio? Non ha il telefonino, ovviamente, ed entra nel bar. “Un caffè e un paio di gettoni del telefono, grazie”
Ore 11,00 – Anch’io sono impegnato con gli scrutini, insegno matematica in tutte e due le classi. All’arrivo, mi dicono che c’è stata un’inversione: cominciamo con la 2B, dato che il nostro collega Fulvio ha avuto un inconveniente. Sono partito da casa tranquillo: i compiti sono andati quasi tutti bene, e mi sono rimasti solo due casi difficili, che presenterò con 5: Aldo in 1A e Bruno in 2B. Ho lasciato per prudenza giudizio e voto a matita.
Ore 11,10 – Mi viene incontro Lorena, mia collega di lettere in 2B.
“Che c’è, Lorena? Ti vedo piuttosto agitata”.
“Vieni qua, ti prego, non facciamoci sentire”
Il suo fare guardingo e allarmato mi preoccupa. Non l’ho mai vista così.
“L’ho combinata grossa, davvero grossa. È successo un fatto davvero grave”
“Calmati, cerchiamo di parlarne con calma. Cos’è successo?”
“Sono stata davvero ingenua, nonostante la mia esperienza. Stamattina, molto presto, mi ha chiamato la mia amica Vanna e ho pensato a problemi di salute. Ma si tratta di un’emergenza di tutt’altro tipo…”
“Sarebbe?”
“Devi sapere che quest’estate Vanna ha dato lezioni di italiano a Bruno di 2B, e un paio di giorni fa mi ha telefonato per sapere com’è andato nella mia materia. Nonostante la mia esperienza, mi sono lasciata sfuggire che in italiano ha preso 4 e mezzo, ma che doveva restare fra me e lei. E invece…”
“E invece lei ha detto tutto alla famiglia di Bruno, vero?”
“Stamattina l’ha chiamata la madre di Bruno. Il ragazzo ha preso la pistola del padre, si è chiuso in camera, e ha minacciato di… Si rischia una tragedia. E adesso? Cosa faccio? Che stupida sono stata.”
Sta per scoppiare in lacrime, la tensione è intollerabile. Poi riprende a fatica.
“Senti, sono nel panico, è un peso troppo grande da sopportare. Ho deciso che lo presenterò con 6-. In matematica com’è andato?”
Le dico la verità: “Non ho visto grandi progressi, mi pare che non abbia studiato. E anche durante l’anno ha fatto davvero poco, con la sua formidabile capacità di sottrarsi alle prove, ben coperto dai genitori. E che dire del padre? Quando viene al ricevimento piazza ostentatamente sul tavolo il tefonino, come per dire: lei non se lo può permettere, io sì. Anche a essere benevoli ha fatto un esame da 5”
“5! Noo! E adesso come facciamo?”
Ore 11,15 – Sta per cominciare lo scrutinio di 2B. Non ho molto tempo per riflettere. Devo decidere, e devo decidere in fretta.
E davvero in fretta viene il turno di Bruno; Lorena è davvero irriconoscibile. Mascherando una tensione insopportabile, riesce a dire: “Bruno fatica ancora un po’ ma è arrivato a 6-. Per me può farcela”. La palla passa a me. Non ho intenzione di metterla nei guai né, soprattutto, di provocare una tragedia. “Il compito di matematica è da 6-, anche se restano lacune”.
Sospiro di sollievo di Lorena. “Scusate, devo uscire un attimo”. Ho visto che ha cercato nella borsetta un gettone ed esce con una gran fretta. Nel frattempo, scriviamo e firmiamo il verbale. Tutti promossi in 2B.
Lorena rientra, è rinfrancata, sembra rinata, quasi euforica. “Lorena”, le dico dopo che mi ha ringraziato “ovviamente non he parlerò con nessuno. Resterà un segreto”. E aggiungo scherzosamente, per allentare la tensione: “Almeno fino al 2000 o al 2010…”
Ore 11,50 – È arrivato finalmente Fulvio e inizia lo scrutinio di 1A. Anch’io mi sento un po’ sollevato, ma non mi abbandona un senso di frustrazione. Ci sono 6 studenti, e l’ultimo in ordine alfabetico è Aldo. È arrivato alla scuola superiore con una preparazione incompleta, e ha fatto molta fatica specialmente nei primi mesi. Non è arrivato alla sufficienza, ma ce l’ha messa tutta: fa i compiti a casa, si presenta nei giorni di interrogazione. Anche la madre al ricevimento è sempre stata corretta, interessata al profitto ma anche al comportamento e al rispetto delle regole. Ho (abbiamo) cercato di sostenerlo durante l’anno ma purtroppo le lacune precedenti hanno compromesso i risultati. Nella mia materia la media a giugno era ancora 4 e mezzo. L’ho rimandato per il suo bene: affrontare il secondo anno con tante lacune significava mandarlo allo sbaraglio. All’esame di riparazione ha fatto qualche progresso ma il compito, obiettivamente, non va oltre il 5. Peccato.
Peccato? Non ho ancora scritto a penna il giudizio e il voto. Nelle altre materie ha preso un 6 e un 5. Rapidamente cambio i giudizi a matita e gli metto 6, senza tentennamenti. Una decisione drastica ma non sofferta. A questo punto ha due 6 e un 5. Si apre la discussione. C’è chi propone la bocciatura (gli è rimasto un 5), ma lo difendo con le unghie e con i denti, portando fra gli elementi a favore l’impegno e la serietà. E aggiungo: “Vorrei poter dire lo stesso di tutti”. Alla fine, anche Aldo viene promosso. Esco da questo scrutinio sollevato, come Lorena mezz’ora fa.
Ore 12,20. Fulvio sta tornando a casa. Farà riparare la gomma la prossima settimana, perché domani è sabato. Come all’andata, la campagna gli sembra bellissima. E anche lo scrutinio è filato liscio.
Ore 12,30. Arrivo a casa; mia moglie mi vede un po’ scosso: qualcosa non è andato bene? “No, no, tutto a posto”.
In questi anni mi è capitato di ripensare a quella vicenda. Aldo non saprà mai come sono andate le cose. A cosa deve la sua promozione?
Ad uno sventurato studente di 2B che nemmeno conosce?
A Lorena che ha cercato di rimediare a un attimo di debolezza?
Forse a quel chiodo, che ha bucato una gomma della vecchia 128. Senza l’inversione nell’ordine degli scrutini, avrei cominciato la 1A ignaro di tutto, e con un 6 e due 5 difficilmente ce l’avrebbe fatta.
E ripenso alle parole che ho detto a Lorena: “Non ne parlerò con nessuno. Chissà, forse dopo il 2000, forse dopo il 2010”
Forse nel 2025…
Non ho notizie certe di Bruno. Mi dicono che è un agente di borsa, una carriera da broker, esperto di criptovalute e di investimenti ad alto rischio. Pare che sia stato coinvolto in diverse indagini ma, in un modo o nell’altro, se l’è sempre cavata.
Ogni tanto vedo Aldo: ha superato, dopo alcune inevitabili difficoltà, gli studi superiori, ha fatto Ingegneria e adesso guida un gruppo che sviluppa programmi di intelligenza artificiale. Sono contento. E orgoglioso di questi risultati, ottenuti grazie alla sua tenacia… e forse grazie a un chiodo.
