L’ULTIMA PAGINA DI UN LIBRO BELLISSIMO

Era da mesi che progettavamo questo show, ricreazioni e pomeriggi passati a cercare le giuste canzoni e le mosse più adatte. Ore passate in compagnia delle mie amiche a provare e riprovare le coreografie create esclusivamente da noi. Giorni e giorni passati ad aspettare quel momento.
Era una profumata mattina di primavera, il sole ti scaldava i capelli, il profumo delle margherite fluttuava nell’aria ed io e le mie amiche chiacchieravamo sul prato della nostra scuola elementare.
Tutte noi praticavamo ginnastica ritmica e ci divertivamo a pensare a delle coreografie che poi mostravamo alle nostre maestre.
Sembrava di essere sul palco e il pubblico erano le nostre maestre e i nostri compagni di classe.
Danzavamo leggere, come libellule che svolazzano di qua e di là con delicatezza.
Quella mattina ci venne un’idea geniale, mai prima d’ora nessuno ci aveva pensato: una specie di saggio, formato con tante coreografie inventate da noi, che avremmo mostrato solo l’ultimo giorno delle elementari.
Doveva essere uno spettacolo unico, indimenticabile dal momento che quello era il nostro ultimo anno insieme alle elementari.
Non perdemmo tempo, ci mettemmo subito al lavoro, prendemmo carta e penna e iniziammo a scrivere le prime idee.
“Che ne dite di scegliere un tema?” chiese Sara
“Io preferisco che ognuna inventi un proprio balletto e alla fine creiamo una coreografia tutte insieme. Cosa ne pensate?” ribatté Anna
“Per me è una bellissima idea” risposi “Magari possiamo fare anche una dedica. Per esempio ognuna di noi pensa ad un ringraziamento da fare alla classe e alle maestre, poi l’ultimo giorno di scuola lo leggiamo.”
“Tutte bellissime idee! Mi affretto ad appuntare sul foglio” finì Giulia.
Quel pomeriggio la mia mente era un groviglio di pensieri: ero entusiasta per le bellissime idee che ci erano venute per il saggio, ma ero anche piena di ansia per la paura che qualcosa andasse storto durante l’esibizione.
Il giorno seguente insieme alle mie compagne iniziammo a scegliere, con tanta cura e attenzione le musiche per i nostri balletti. Erano una più bella dell’altra, dolci proprio come quando ballavamo.
Avevamo trascorso tutta la ricreazione al computer solo per trovare una canzone per la nostra coreografia.
Io adoravo quella canzone, secondo me trasmetteva tutto l’amore che avevamo per la nostra classe e le nostre maestre. La canzone era “Buon viaggio”.
Appena la sentimmo ci vennero in mente tutti i bei ricordi trascorsi con la nostra classe, che era diventata per noi quasi una famiglia.
Ripercorremmo con la mente i più bei momenti, dal primo giorno in cui ci eravamo conosciuti fino a quel momento.
Per esempio quando adoravamo inventare giochi per riempire il tempo durante quelle infinite ricreazioni che diventavano così piene di gioia e spensieratezza.
Ci mettemmo subito all’opera per la creazione di questo indimenticabile saggio.
Nel giardino di scuola provavamo ogni possibile mossa, dalla più complessa a quella più semplice.
Creammo anche un gruppo su Whatsapp, così anche da casa potevamo confrontarci sulle idee che ci venivano in mente .
Passavamo ore e ore in video chiamata, per far vedere le mosse che avevamo inventato.
Ci divertivamo tantissimo, ridevamo, scherzavamo e tra una mossa e l’altra, ci raccontavamo delle curiosità che avevamo scoperto a scuola, per questo motivo eravamo sempre a conoscenza di tutto.
Durante una ricreazione nella quale provammo il nostro saggio ci venne l’ennesima idea meravigliosa: volevamo realizzare una maglia personalizzata per tutta la nostra classe e tutte le nostre maestre, con il proprio nome e con tanti decori fatti da noi: ognuno di noi avrebbe avuto un ricordo da conservare per non dimenticare quei cinque anni trascorsi insieme.
Iniziammo così a dividerci i compiti: c’era chi doveva procurarsi le maglie, chi doveva cercare i pennarelli per tessuti,…
Fu difficile ma finalmente trovammo un bel pomeriggio primaverile per incontrarci, unire tutte le nostre idee artistiche e dare loro una forma reale sulle magliette.
Con l’aiuto della musica le idee sembravano materializzarsi e incrociarsi tra le nostre menti.
Tra una canzone e l’altra cantata a squarciagola, una pennellata e l’altra di colore qualcuna anche sulle nostre facce, in un’atmosfera piena di risate, ci rendemmo conto che il nostro capolavoro era terminato.
Ci guardammo soddisfatte e ci divertivamo a immaginarci lo stupore delle nostre maestre e dei compagni quando avremmo svelato loro tutte le nostre creazioni artistiche e consegnato a ciascuno di loro la maglietta personalizzata.
Non vedevamo l’ora che arrivasse il gran giorno anche se gioia e tristezza erano presenti insieme, perché sarebbe stato l’ultimo giorno insieme a scuola della 5C.
Combattute tra questi due sentimenti opposti, le mie compagne ed io ci trovammo in un battibaleno avvolte dagli applausi calorosi delle nostre maestre e dei compagni.
Eravamo soddisfatte e orgogliose di ciò che avevamo realizzato, quei momenti trascorsi insieme sarebbero rimasti per sempre nei nostri ricordi.
Fino a quel momento era prevalso il sentimento di gioia e di aspettativa per la sorpresa nei confronti della nostra classe, ma dopo aver terminato il nostro spettacolo, godendoci i calorosi applausi, ci invase un sentimento nostalgico per i nostri cinque bellissimi anni che erano giunti al termine.
Credo di non aver mai pianto così tanto, eravamo una classe molto unita e avevamo costruito anche con le maestre un legame speciale.
Non riuscivamo più a trattenere le lacrime, si erano trasformate in fiumi che bagnavano le nostre magliette colorate che avevamo disegnato con tanta gioia.
Arrivò il momento di salutarci e di girare l’ultima pagina di un libro della nostra vita bellissimo che avremmo sempre potuto rileggere nei nostri ricordi.

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