Il cinema Aurora
Giuliano Angelo Loschi

La foto – Interno del cinema in fase di ristrutturazione

Quanti ricordi e quante piacevoli emozioni rievoca questo luogo!  Penso sia una sensazione comune a tanti Solieresi ed ex Solieresi di  una certa età.

La storia infatti  cominciò, per quanto mi ricordi, nel dicembre del 1959 quando la vecchia sala aveva ancora sedie fatiscenti e un’illuminazione da dopoguerra. Il riscaldamento era affidato ad un rugginoso “bidone” pieno di segatura che, una volta acceso e in completa assenza  di norme di sicurezza, diventava incandescente all’esterno. Cuoceva chi era nelle immediate vicinanze ma lasciava di ghiaccio chi si trovava solo poco più distante.

Ma la vecchia sala lasciò il posto a un ambiente completamente rinnovato, il Nuovo Cinema Teatro Aurora.

La nuova realizzazione, che ne faceva la sala più moderna e meglio attrezzata della zona come cinema-teatro, si presentava già molto accogliente e accattivante per i suoi avventori. Aveva un ingresso curato, la biglietteria sulla destra e un dipinto stilizzato sulla sinistra che voleva rappresentare  la nascita del cinema realizzato dal pittore Mario Adani di Soliera. Al centro c’era una bella scala di marmo che portava al bancone della direzione sistemato sulla destra. Qui spesso sostavano don Ugo e il geometra De Pietri. Infine si raggiungevano le pretenziose tende in velluto rosso che aprivano alla sala di proiezione.

Sala tra le più moderne e ricercate, dotata di aria condizionata, luci di emergenza, comode poltrone sistemate a decrescere che offrivano una comoda visione dello schermo, dove le più moderne tecniche di proiezione permettevano di vedere il nuovo  cinemascope. Era visibile anche un palcoscenico, allestito alla necessità, davanti allo schermo.

Altra finezza, che penso debba essere menzionata, era la presenza di un’apertura nel muro del cinema che permetteva al vecchio arciprete don Cavazzuti di seguire le proiezioni e la sala, direttamente dalla cucina della canonica, tanto da permettergli di  sentirsi tranquillo perché la situazione poteva essere sempre sotto controllo (con queste modernità, era meglio essere previdenti!!)

All’interno di questa moderna sala, era importante quanto veniva proiettato ma, chi ha vissuto i pomeriggi dei giorni festivi dalle 14 alle 18, ben ricorda che si teneva un’ attività che non era solo di proiezione cinematografica ma anche di custodia e intrattenimento per i ragazzi di Soliera.

Qui, queste “truppe di assalto”, come le chiamavano Nino e l’Oscarina, coadiuvati  dal geometra De Pietri e dall’immancabile collaboratore “Sceriffo”, costituivano  una folla esuberante e chiassosa che aveva regole ben precise: all’ingresso si poteva fare solo il biglietto di accesso e successivamente si poteva fare scorta di noccioline, caramelle, liquirizia e leccornie varie con le quali si passava il tempo della proiezione. I genitori affidavano fiduciosi i loro figli e nipoti a quel passatempo divenuto una istituzione dei pomeriggi dei dì di festa. I ragazzi sostavano nel cinema anche per tutto il pomeriggio perché, oltre alla programmazione che vedeva spesso il doppio programma, nessuno si preoccupava di vuotare la sala alla fine della proiezione. Anzi ,si andava a far scorta di cibarie e si poteva stare al cinema altre due ore in tutta tranquillità. Vi lascio immaginare la condizione della sala alla fine della giornata con la presenza di questi “Barbari” : si camminava letteralmente sopra un ammasso di carte, cartine, gusci di noccioline e quant’altro veniva messo a disposizione; la sala assomigliava ben poco al pretenzioso cinema che si era voluto realizzare, ma andava bene così, gli avventori andavano a casa soddisfatti e anche “nutriti e sfamati”.

Nella sala, come detto, era anche possibile installare un palco sul quale mettere in scena sia spettacoli musicali dei bambini e giovani solieresi sia le commedie della compagnia del Turtel, che ha visto il proprio battesimo proprio in questa sala. Entrambi questi avvenimenti avevano una attrazione particolare su tutti i Solieresi e il tutto esaurito era garantito. Occasionalmente veniva ospitato anche un numero di attrazione o  magia o capitava anche che ci fossero i burattini sempre per offrire qualcosa di interessante anche ai più piccoli o più curiosi.

Don Ugo era particolarmente affezionato all’idea di seguire così la propria Comunità, offrendole l’opportunità di ritrovarsi per guardare lo spettacolo dei suoi bambini e giovani o anche per assaporare il piacere delle battute spiritose ed esilaranti del nostro dialetto solierese, portato in scena da bravi attori nostrani, quanto mai apprezzati.

E nel tempo di massimo fulgore dello spettacolo TV di “Lascia o Raddoppia”, si  interrompeva letteralmente la proiezione e si installava una TV al centro della sala. Finita  la puntata televisiva, si riprendeva la visione del film: che bella attenzione!

Don Ugo che per tanti anni è stato l’anima di questa attività, ne curava anche la programmazione cinematografica, ben attento alle esigenze delle famiglie e della propria comunità. Certi film messi in circolazione negli anni difficili trascorsi, se  c’erano momenti o argomenti di tensione politica o sociale, erano sempre o evitati o gestiti con dibattito successivo per un giusto equilibrio e nel rispetto dei valori professati.

Come figure che hanno fatto il cinema Aurora, oltre a don Ugo a Nino, l’Oscarina e il geometra De Pietri, va ricordato Carlo Salvaterra, in arte “Sceriffo”: nella sua bontà e semplicità gestiva, a modo suo , le scomposte truppe d’assalto bambinesche e la cabina di proiezione buscandosi, spesso non colpevole, le urla che salivano dalla sala quando l’immagine appariva sfuocata o fuori quadro: “Sceriffo, bestia, met à post”.

Ma il cinema era anche luogo di trasgressione: si poteva liberamente fumare … e ho ancora davanti agli occhi la densa nuvola di fumo che saliva dalla sala e si poteva ben vedere dallo spioncino della cabina di proiezione e si aveva l’impressione, non tanto immaginaria, di essere immersi nella più fitta nebbia della nostra pianura Padana. Ma andava bene così. Si tollerava anche che la prima fila  fosse ambita dai neo fumatori che in quella posizione riservata solo ai più piccoli potevano liberamente cimentarsi con le prime occasionali sigarette. Ma si poteva incorrere nella visita non preventivata di un genitore o di un controllore, chiunque  fosse, che veniva a riprendere quella attività non gradita e senz’altro nociva stante la giovane età degli sperimentatori.

E come ultima nota, quanto mai piacevole, il cinema Aurora è anche stato luogo di qualche innocua  “trasgressione”: qui sono nati almeno tre “amori” andati a buon fine, per quanto ci è dato sapere di queste vicende amorose: il buio della proiezione ha sempre avuto il fascino delle cose “ardite” (come tenersi per mano)  ed è stato senz’altro promotore involontario di incontri particolari. Penso che i diretti interessati, se leggeranno queste righe, ricorderanno con piacere le occasioni d’incontro, il batticuore degli avvicinamenti con la persona a cui si era interessati nel buio della sala. Penso di poter dire, senza offendere nessuno, che almeno 3 famiglie sono iniziate al cinema Aurora, sala che ha sempre voluto essere come una vera educatrice premurosa della propria Comunità, e penso proprio ci sia riuscita.

13 gennaio 2021

 

 

 

 

 

Spettacolo bimbi dell’Asilo primi anni ‘50 Forse Cenerentola?

 

 

 

 

 

>>“Il Cinema – I nostri cinema”<< Soliera, 18 ottobre 2014.

>>“Cinema Aurora, 1959”<< volantino pubblicitario per acquisto proiettore.

>>“Cinema Aurora, 1982”<< locandina concerto.

>>“Cinema Aurora, 1959”<< pianta sistemazione sedili.

>>“Cinema Aurora, 1959”<< volantino per acquisto sedili.

>>“Cinema Aurora, 1959”<< scritto ristrutturazione del 1959

>>“Cinema Aurora, 1908”<<  ricevuta acconto per la costruzione del teatro.

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