Confiteor
Sauro Bellodi
Confiteor. Che vuol dire “confesso”.
Ma il mio confiteor non è che una innocente distrazione. Del resto, chi durante la celebrazione della Messa riesce sempre a mantenere la concentrazione fino all’ite missa est? Io da ragazzo mi perdevo soprattutto durante la predica, quando, alzando gli occhi, mi lasciavo catturare dall’immagine del Battista dietro l’altare, nella grande ancona dell’abside. Allora incominciavo a contare i personaggi raffigurati.
| INVENTARIO
Cristo – Battista – Maddalena – Michele 11 angeli ribelli 24 angioletti 3 Re Magi a sinistra 3 su cammelli a destra 3 davanti agli stessi cammelli 6 in arrivo a piedi a sinistra 38 persone radunate attorno al Battista TOTALE 92
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Funzionava, perché la predica “passava” senza che me ne accorgessi. Ma ciò che non funzionava è che non mi tornava mai lo stesso numero. Una volta 68, una volta 75, una volta 83. Il mio record. Ma tante figure sono appena abbozzate, altre in ombra, altre ancora affastellate in modo tale che districarle è un’impresa. Senza dire di quando perdevo il segno e dovevo ricominciare. Oggi rifaccio la conta su una bella foto 20×20, e sono arrivato a 92 figure, cui sono da aggiungere 6 cammelli! L’inventario è nel riquadro a lato.
La cosa impressionante, di cui solo ora mi accorgo, è che, per la verità, io quel quadro non l’ho mai visto! Per me rappresentava solo il patrono della parrocchia, San Giovanni Battista, appoggiato ad un bastone terminante a croce, la mano destra levata ad indicare la figura di Cristo in cielo. Un Cristo, preannunciato dal Battista, che scende sulla terra. E che si trattasse di una “discesa” e non di una “salita” fu la mia unica scoperta di allora. Incominciavo a ragionare e ne andavo fiero.
Ora – per dire proprio adesso, gennaio 2021 – ho fatto una seconda scoperta incredibile! Incredibile per me, naturalmente.
Dunque. Dopo aver letto sul libro di don Francesco Gavioli, “Soliera e il suo territorio”, che nel 1879 l’arciprete don Domenico Cornia pose sulla parete dell’abside un dipinto raffigurante San Giovanni Battista, San Michele Arcangelo e Santa Maria Maddalena, commissionato al pittore Geminiano Mundici di Modena, mi sono subito chiesto dove fosse finito quel quadro che io non avevo mai e poi mai visto. Telefonate deludenti a conoscenti ed amici, SMS sparsi e finalmente mi è arrivata una risposta un tantino divertita per la mia dabbenaggine. E’ lo stesso quadro delle mie conte giovanili! Impossibile, mi son detto.
Invece è proprio così! Tanto guardato e tanto contato senza mai “vedere” nulla. Per anni!
In alto, a destra dell’osservatore, alla sinistra del Cristo, è infatti raffigurato San Michele Arcangelo che, ali bianche, lancia brandita e bilancia della giustizia divina in pugno, caccia e insegue gli angeli ribelli, i diavoli con le ali nere, precipitandoli dal cielo in un vortice infernale, fino a farli schiantare terribilmente su un ammasso roccioso.
In basso, sempre a destra, una donna scarmigliata nei capelli biondi e scompigliata nella veste nera, quasi accovacciata su una pietra sepolcrale, tiene con ambe le mani una croce di legno su cui medita la Passione di Gesù. Maria Maddalena.
Non per giustificare la mia giovanile incapacità di lettura, ma queste due scene sembrano inserite a forza nella rappresentazione prevalente che le oscura: il Battista, Cristo, il popolo. Questi elementi dominanti sono raccordati dalle vestigia classiche che si ergono al centro della scena: un arco sorretto da due colonne a capitello dorico, una terza colonna solitaria poco discosta, un residuo di trabeazione diroccata. A chiudere, una sfinge egizia che interrompe l’orizzonte.
Insomma, si tratta di una pagina di antologia quasi enciclopedica, ben difficile da rappresentare in un unico dipinto. L’artista ha fatto del suo meglio a fronte di una committenza sapientemente pretenziosa. Infatti, il messaggio che don Cornia ci ha voluto lasciare nella chiesa da lui restaurata, ampliata e resa quale oggi la viviamo, è una sintesi della storia religiosa del nostro territorio che nel tempo, dall’XI al XIX secolo ha avuto tre chiese parrocchiali, o plebane: Santa Maria Maddalena, San Michele Arcangelo e San Giovanni Battista.
Forse è il caso di parlarne.
20 febbraio 2021
