Terremoti
Marzia Oliani

A dire il vero quella mattina, per un attimo non ho pensato alle scosse che nei giorni precedenti si erano susseguite numerose senza passare indifferenti al mio stato d’animo,(anche se avevano creato in me tanta paura …)perché avevo un appuntamento importante con un bell’uomo …
Ecco, puntualmente mi avvio verso l’ospedale intorno alle ore 8, avevo appuntamento con un medico che ha tenuto in cura mia madre nel suo ultimo ricovero, “Ci prendiamo un caffè, poi ognuno di noi due va al lavoro …” Infatti, ricordo ancora oggi come ero vestita, pantaloni bianchi, maglietta bianca e giacca a righe blu e bianca, mi sentivo bella. mi piace ancora tanto scegliere con cura gli abiti da indossare a seconda dell’occasione, mi fa stare bene con me stessa e mette in armonia il mio corpo e la sua fisicità, sfoggiando tutta la mia femminilità.
Per certi versi avevo già dentro di me il terremoto, perché l’incontro col dottore mi aveva fatto “sgrovigliare le budella”, senza che lui si accorgesse di nulla naturalmente … ci prendiamo il caffè parlando di noi, poi ci salutiamo come due vecchi amici, e inizio a percorrere con passo veloce tutto il corridoio dell’ingresso ospedaliero, per arrivare in fretta all’uscita per poi andare veloce alla macchina, ero già in ritardo per il lavoro, ma si sa che gli incontri di questo tipo fanno volare il tempo senza accorgertene … ma non c’è cosa più bella di un terremoto interiore per qualcosa che fa sobbalzare il cuore.
Percorro la strada per arrivare al nido in pochissimi minuti, e mi avvio direttamente nello spogliatoio per cambiarmi, poi velocissima mi dirigo verso la sezione dove i bimbi mi aspettano insieme alla mia collega, ma … non faccio in tempo ad aprire la porta della sezione che sento la terra tremare e di colpo mi assale la paura di non farcela, di non riuscire a portare in salvo i bimbi che mi guardano con gli occhi sbarrati come se qualcosa di molto potente stesse per succedere, paura, tanta paura!!
In pochissimi secondi riusciamo io e la mia collega a portare fuori i bimbi nel parco dell’asilo, vedo le radici degli alberi muoversi, come se ci fosse una bestia feroce sotto terra che si muove, non mi scorderò mai più questa visione e la sensazione che ho provato in quei momenti! Quanta paura!
Rimango confusa per alcuni secondi, ma poi immediatamente mi riprendo e cerco di capire se i bimbi stanno tutti bene.
Tutto bene si fa per dire … un caos pratico e mentale! Ma com’è, ma cos’è, ma perché?????
Non riesco a rendermi conto che sia tutto vero, sembra un film dell’ orrore visto al cinema, invece purtroppo sono momenti veri, vissuti in quel preciso istante da tutti, persone, cose, natura … il mondo intorno a noi!
Ecco come tramutare un terremoto emotivo piacevole in un terremoto devastante naturale che cambia la vita di tutti e di tutto in pochi secondi!
Mandiamo a casa i bimbi contattando tutte le famiglie, poi in silenzio, nessuno parla, ci dirigiamo alle nostre auto per il ritorno a casa, mi tremavano le gambe, in strada si stavano ammassando le auto con i clacson che suonavano da tutte le parti, avevo davvero paura, ero sola in mezzo al traffico e non mi sentivo protetta da niente e da nessuno! In quegli attimi però il pensiero corre a mia figlia che è a Mantova all’università, in uno stabile antico, un monastero di vecchia data, ho paura anche per lei … mio figlio è a Londra per un progetto di studi, per cui lo ritengo al sicuro.
Come cambia la vita in un attimo …
Nei giorni successivi non parlo, non riesco a trovare le parole nemmeno per far capire il mio disagio e la mia paura ancora tutta dentro di me.
mi stabilisco a casa da mia sorella fino a fine agosto insieme a mio padre e alla badante, non me la sentivo di ritornare a casa sola, visto che mia figlia decise di ritornare a casa a Soliera, una casa sicura e stabile sicuramente, rispetto a quella in cui vivevamo io e lei.
In quei mesi di convivenza forzata però ho cercato di ristabilire un rapporto dignitoso con mio padre, con cui ho sempre avuto un rapporto di grande conflittualità, perché non mi lasciava mai libera di fare le mie scelte di vita, anche se oramai grande, ma quel tempo è servito ad entrambi per “aggiustare “ la nostra relazione !
Oggi sono grata a quell’evento, anche se devastante!
Stiamo tutti bene, mio padre non c’è più, ma io porto nel cuore solo le cose belle che io e lui ci siamo detti nell’ultimo periodo in cui abbiamo vissuto insieme, ho fatto pace col mondo maschile, e anche quel medico ancora oggi è un uomo a cui debbo non solo l’amicizia; a lui va tutta la mia stima per essermi ancora accanto dopo tanti anni; insieme rispettosamente abbiamo “ricostruito” parte delle nostre vite, come dopo un terremoto.

 

>>“Soliera il 20 e il 29 maggio 2012 – Io c’ero”>> di Azzurro Manicardi.

 

25 aprile 2021

 

Progetto finanziato nell’ambito del Bando progetti eventi ed attività culturali promosso da Fondazione Campori
con il sostegno di Comune di Soliera e Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi.
Università libera età Natalia Ginzburg a.p.s. · Comitato di Soliera · via Berlinguer 201 · 41019 · Soliera (MO) C.F. 94064020368
Privacy policy · Cookie policy

Design justnow!