Amata Soliera
Lucia Ferrari

Sono Ferrari Lucia e ho 73 anni. Venni ad abitare a Soliera con i miei genitori nel 1961: avevo 14 anni. Pensando a quegli anni mi sono affiorati alla mente ricordi lontanissimi di com’era allora il Centro storico di Soliera.
Questo paese mi piacque subito perché aveva due strade di accesso al centro storico che confluivano in Piazza Sassi, formando come un ferro di cavallo. Entrando da sotto l’arco del castello ricordo la bella piazza con tutti i suoi negozi sotto i portici. A sinistra c’era lo storico negozio dei Fratelli Ferrari, il negozio di riparazioni radio e TV dove lavorava Marino Manfredini e la macelleria Vincenzi, tuttora esistente; appena più avanti c’era la cooperativa di consumo (non si chiamava ancora Coop) e, alla fine del portico, il negozio di abbigliamento di Andreoli.
Dalla parte destra c’era invece, come ora, il portico del Castello poi il Bar della Sonia (non so se apparteneva alla Parrocchia) seguito dal cinema Aurora e, adiacente alla Chiesa, c’era una macelleria di cui non ricordo il nome: so che il titolare era chiamato Ranèin. Dopo la Chiesa, sempre sulla destra, c’era un grande negozio di ferramenta e casalinghi che apparteneva ai Luppi. Avevano oggetti veramente che molto belli. Questo negozio fu rilevato da due fratelli, molto bravi anch’essi, che rimasero per diversi anni poi si trasferirono, con la loro attività, sempre a Soliera ma in via Rimembranze, dove sono tuttora. Andando avanti c’era un deposito per bici e motorini, apparteneva a Bazzi Erio. Lì ci portavo la bici (sempre negli anni ’60) quando andavo al cinema Aurora o al cinema Italia e pagavo venti lire. Di fronte al deposito c’era un’edicola, in una struttura non muraria, dove ogni settimana comperavo “Capitan Miki” e “Il grande Blak”.
Mi preme raccontare un aneddoto che mi riguarda. Anche se avevo soltanto quattordici anni quando venni ad abitare a Soliera, avevo lasciato nel paese dove abitavo prima un ragazzo che mi piaceva molto. Lui era preoccupato di trovare un luogo dove poterci vedere e io lo avevo già individuato. Gli dissi: ”Vieni domenica pomeriggio in Piazza Sassi, sotto il portico c’è il cinema Aurora. Ci vediamo lì”. Fu il primo incontro con il mio ragazzo – che da 55 anni è mio marito – in questo bel paese che ho amato da sempre e che negli anni che seguirono ho apprezzato moltissimo. Noi abbiamo abitato per 50 anni a Secchia ma ho sempre amato il centro del paese e ci venivo per fare la spesa o nei giorni di mercato. Era questa la mia gente! Venduta la casa di Secchia, siamo venuti ad abitare in via Tevere con nostra grande felicità per essere venuti vicino al centro e alla mia gente.
Ora è tutto cambiato, è arrivato il virus Covid 19, la Pandemia ci ha stravolti. Stiamo in casa, usciamo solo per fare una passeggiata, ci teniamo distanti dagli altri con sospetto e mascherina. Dove sono finiti il piacere di sorriderci, di parlare insieme? Dov’è finita la cordialità che ci contraddistingue, regna sempre la paura adesso ma … verrà ancora il giorno in cui “Via!”, toglieremo la maschera, ritorneremo a guardarci negli occhi e a sorriderci fin dal primo mattino.
Io vorrei tanto trasmettere a tutti la felicità di far parte di questo paese, di essere qui e non da un’altra parte, proprio qui a Soliera.
Ho tenuto per ultima la descrizione del Castello e della Chiesa che fanno entrambi parte di Piazza Sassi. La Chiesa è al centro della parte destra della Piazza. Io non ho la competenza di sapere quando fu costruita ma so che è dedicata a San Giovanni Battista e che all’interno ha dei dipinti molto belli. Alle funzioni domenicali partecipano molte persone. I sacerdoti sono don Antonio e don Francesco Preziosi.
Il Castello (per informazioni storiche dettagliate c’è il “Centro studi storici Solieresi” che conosce la storia del Castello fin dalle origini) è una costruzione bella e imponente che ospita le cinque sale della Biblioteca, bellissima e molto frequentata. Io direi di essere stata una delle prime utenti. Da sempre la biblioteca per me è come una seconda casa. Vado, mi consigliano sulla scelta dei libri e io torno a casa felice come avessi un tesoro nella borsa!

28 dicembre 2020