Anche se non abito più qui …
Luisella Luppi

Anche se non abito più a Soliera da molti anni, la mia infanzia ed adolescenza sono legate al mio paese natio. Le mie amicizie giovanili sono ancora nei miei ricordi e mi riportano ai luoghi solieresi più significativi; vedi “ la piazza”. “Dentro le mura” rivedo la bottega dell’Assunta e mi viene ancora l’acquolina in bocca pensando al profumo del gnocco di castagne caldo, il negozio e gelateria Lugli (Bataglina), dove andavo a fare la spesa con mia madre e, nelle sere d’estate, quando i miei genitori potevano darmi le 10 lire, a mangiare il gelato. Mia madre stava in compagnia con le mamme delle mie amiche ed io giocavo con Lolita, Luisella , Graziella, Erberto, Lia, Romana, Maria Grazia, Donatella …; Il Bar di Gigi “Chiletto”, dove mio padre andava a conversare con i suoi amici: Vittorugo, Franco Bisi, Roncaglia, Orlandi, Lotti e tanti altri; il negozio dell’Igea con il telefono pubblico , il Cinema Aurora (del prete), dove proiettavano anche film per bambini e spettacoli piacevoli; il negozio di abbigliamento femminile dell’Ormiste dove io mi fermavo a chiacchierare con Graziella, l’ “emporio” Ferrari “Patachèina”dove trovavi ogni genere di merceria, corredo, abbigliamento, accessori, etc.; il convento delle suore, dove facevamo lezioni di catechismo; Mario il barbiere, Abbigliamento uomo e donna Rino Andreoli; la ditta di maglieria Gozzi nei piani superiori del Castello, Aladino gommista, Frutta e verdura di Laura, la Chiesa, la Banca San Geminiano, la Coop alimentari, la macelleria Vaccari, la macelleria Campagnoli “Pavloun”, il Bar Leoni, il carretto delle granatine del “Gàlo”che nelle calde serate d’estate preferivo al gelato.

Nella piazza si fermava anche la corriera che da ragazzina prendevo per andare a scuola a Carpi. Nelle feste popolari veniva allestito un palco davanti al portico del Castello ed anch’io mi sono esibita in piccole parti negli spettacoli.

La piazza mi riporta anche ai tempi della mia nascita, perché mio padre mi raccontò un episodio molto toccante, avvenuto durante il rastrellamento fatto dai tedeschi a Soliera, in cui lui fu protagonista.
I tedeschi avevano radunato in piazza gli uomini e li dividevano in due file; una era destinata a finire nei campi di concentramento, l’altra no. Mio padre si avvicinò a “Bagigi” (il futuro proprietario della sala da ballo Medusa) che era invalido sulla sedia a rotelle e lo spinse con la carrozzina in un punto della piazza e questa mossa fece sì che si venissero a trovare nella fila “ scartata” dai tedeschi, quindi mio padre scampò la brutta fine del campo di concentramento. Mi è sempre piaciuto entrare nella piazza dalla porta del Castello sul ponte perché mi immaginavo di vivere “un momento storico”.

15 dicembre 2020