Argimiro
Graziano Lodi

Quando, qualunque cosa succeda, sai di poter contare su qualcuno, tutto ti sembra più facile, nulla più ti angoscia perché sai quale strada percorrere, perché il confronto ti conforta e trasforma le paure in certezze.

Che cosa è il lavoro; che cosa serve per farlo bene ; quanto ti aiuta chi ,figlio del custode del Municipio, ha potuto lavorare , seppur brevemente, nell’ ufficio annonario comunale e conosce perfettamente la popolazione.

Che cosa è la vita, che senso ha …

che cosa è la famiglia, quanto vale, perché vale;

che valore è l’amicizia … oltre il denaro, oltre la posizione sociale, oltre il sesso,
oltre il credo politico !

Che cosa è un essere umano oltre l’età, per l’età stessa, per la sua vita, per la sua esistenza, per il suo atteggiamento, per il suo pensiero oltre la salute e la fortuna ;
e penso a Lello, suo sfortunato fratello, di come era contento quando, seppure per brevi periodi, poteva rivivere Soliera ospite di Argimiro.

Perché è bello collaborare, impegnarsi in imprese a volte ingrate; combattere nell’incertezza, contro il sentire comune, dominante e soffocante, forte di una sicurezza che affonda radici nella esperienza di vita di tanti, per tanti anni, per tante tribolazioni,

Il conforto di una fede semplice, spontanea, sincera, quella che ci insegna la mano dei bambini nella mano dei genitori; e allora non serve un perché, è assolutamente inutile, è bello così … perché è bello … fìdati !

In tanti anni mai una parola astiosa, sempre grande rispetto, che non è accondiscendenza, per tutti e per tutto;
pronto a gioire, a rallegrarsi o a condolersi, sempre sincero mai servile.

Particolari espressioni della sua ironia dialettale:

al cap dla raìsa di lèder (il capo della radice dei ladri)
l’è vecc come la smèlta (è vecchio come il pantano)
al va indré come al cros di pozz (va indietro come le croci dei pozzi)
ignorant come la sònn (ignorante come il sonno)
c’a t’ curéssa adré un leòun ! (che ti corresse dietro un leone!)

 

 

>>“Argimiro Arletti – Scampoli di memoria”<< trascrizione a cura dell’amico Azzurro Manicardi.