Il cinema Aurora
Luciana Ognibene

Lo chiamavamo ‘il Cinema del prete’ perché era proprio di fianco alla canonica e poi c’era il negozio dell’Igea e poi la chiesa.
Quando entravi, a destra c’era un gabbiotto con il vetro, “la biglietteria” con la signora che ti faceva il biglietto, poi salivi tre, quattro scalini mooolto larghi e ti trovavi di fronte a questo tendone tipo sipario di velluto scuro, pesantissimo che aveva un’apertura centrale e lì entravi.
C’era solo la platea, con le sedie di legno.
Ho dei ricordi bellissimi di quel cinema perché da piccola, l’ultimo dell’anno, i miei genitori andavano sempre a festeggiare con gli amici nei “veglioni” e mi lasciavano dai nonni. La nonna Dirce rimaneva a casa, invece il nonno, che a casa non stava mai (faceva il postino) mi portava al cinema, alla sera, per poi rincasare prima della mezzanotte per festeggiare con lo spumante e il panettone “pucciato” dentro e magari tirare una fucilata all’anno vecchio dalla sua camera da letto (con grande disapprovazione della nonna).
I film, in quel periodo, quello natalizio, erano bellissimi e ogni due o tre giorni, a seconda delle festività, cambiavano. Mi ricordo “Tutti insieme appassionatamente” “My fair lady” “Oliver Twist” i film di 007!
Era un periodo fantastico perché, a parte il Capodanno, durante tutte le festività andavo al cinema col papà e, quando usciva un film particolarmente interessante andavamo anche a Modena! E così tra i film sugli indiani, quelli degli spadaccini o quelli di avventura tipo “Zanna Bianca” io e il papà ci divertivamo un sacco.
Ricordo che un giorno avemmo la malaugurata idea di prendere con noi mio cugino, coetaneo peraltro, a vedere “Il Richiamo della foresta” , quello che rimase il mio film preferito, ma lui rovinò tutto perché continuava a lamentarsi perché aveva paura e giù a piangere! Non lo invitammo più, noi eravamo l’accoppiata vincente.

 

Il Cinema Aurora vide anche le mie esibizioni di bimba negli spettacoli organizzati per conto del prete. La mia maestra di pianoforte, l’Ombretta, era quella che accompagnava tutto lo spettacolo che comprendeva balli, canti, cori…
Erano spettacoli apprezzatissimi dalla popolazione di Soliera, facevamo sempre il “tutto esaurito”.
I miei ricordi, ora, sono un po’ appannati dal tanto tempo passato, ma ricordo le prove a casa della Garina con la Luisella, la Franca, la confusione dietro le quinte molto molto ridotte che ci si stava a malapena.
Ricordo che io, essendo presente in tante scenette e canzoni, avevo la mamma che mi vestiva, dovevo cambiarmi tante volte e questo mi dava una certa “importanza”.

Avevo lunghi capelli biondi che lei mi acconciava in uno chignon sulla testa, attorno al quale andavano sistemate diverse coroncine con fiori o nastri intonati all’abito che indossavo. Ricordo anche che, se non stavo ferma, la mamma mi adoperava il manico della spazzola in testa; è sempre stata un po’ nervosa la mamma!
Era molto bello perché non ci snaturarono, eravamo bambini che cantavano e ballavano da bambini, senza emulare i grandi o scimmiottare.Ci divertivamo come in un gioco e quanti applausi!!! Che soddisfazione!!

 

 

Io e la maestra di pianoforte Ombretta Miselli

 

>>“Il Cinema – I nostri cinema”<< Soliera, 18 ottobre 2014.

>>“Spettacolo di Primavera del 1968”<< le foto e l’audio originale di uno dello Spettacolo di Primavera del 1968.

 

28 novembre 2020