Il Cinema Italia
Ruggero Morselli

L’evoluzione tecnologica degli ultimi anni ci ha abituato a cambiamenti e abitudini completamente diverse, modi di vivere stravolti dal correre veloce delle innovazioni, l’informatica, la comunicazione, il digitale e quant’altro e per noi, nati subito dopo la guerra, assuefarci non è stato facile ma ciò nonostante nei vari tentativi, tutti regolarmente falliti, di riordino di cose mai buttate ma conservate con la formula “può venir comodo non si sa mai”, succede sempre che ti ritrovi in mano qualche foto nostalgica che ti riporta in un mondo che non tornerà e che ricordi con affetto; oggi coi mezzi a disposizione una foto la manipoli a piacere ma quella no, quella la conservi così com’è non importa se in bianco e nero, è un passato personale indelebile!


A questo proposito avendo la mia abitazione che guarda la palazzina ex cinema Italia esattamente la parte sud, sede attuale del cinema, guardo le foto che ho scattato durante la ricostruzione negli anni 1992-93.
In passato era lo spazio del cinema all’aperto dove noi ragazzini saltavamo le mura e, fuori dalla vista (solo dall’altezza del mio appartamento si vedeva dentro) al pomeriggio ritrovo dopo-scuola, di compiti non se ne parlava. Una tasca piena di figurini che ci giocavamo alla gnala, mezza pietra tirata al volo da ognuno sui figurini, la più vicina vinceva il malloppo e le eventuali discussioni per irregolarità si risolvevano a botte, tante, e tutti partecipavano. Nell’altra tasca avevamo l’immancabile fionda, chi l’aveva col laccio elastico giallo tagliato da camera d’aria era classificato di serie b, gli sboroni avevano la gomma quadra nera più resistente più precisa più tutto anche nel dolore quando nel tirare ti scappava il cappuccio col sasso dentro e ti arrivava na’ bordata sulle dita … un male boia e mano raddoppiata dal gonfiore!
Nonostante i graffi e le sbucciature per la scalata del muretto, gli strappi su magliette pantaloncini e lividi per le botte, più prese che date, mai nessuno che si lamentasse al ritorno a casa, unico modo per evitare replica.
Pss pss resti fra noi, l’obiettivo più ambito per la fionda erano i bicchierini di ceramica sopra i pali di legno della linea elettrica, che non si sappia tanto era raro prenderli, se succedeva però che guduriaaa!
Caro vecchio cinema Italia, assistere alle proiezione era il top, un sogno, però … che dire, mancava il più importante, il vil denaro e allora non rimaneva altro che arrangiarsi. Era non UN ma IL modo di agire per ottenere, fuori i soldi, tutti, nessuno escluso perché tutti dobbiamo entrare chi 10 chi 30 chi 50 lire colletta generale, raggiunta la somma per una o due entrate, belli composti, superata la cassa ubicata dove è sito attualmente il Meridiana caffè, e tassativamente a metà film evitando così assembramenti, si proseguiva poi per il corridoio vuoto sulla dx del salone principale ove da una parte erano situate le varie entrate della sala protette con tendoni enormi per non disturbare la proiezione e dall’altra le uscite di sicurezza dove ci si nascondeva sotto le stesse tende con l’orecchio attento, poi piano piano si sollevava il catenaccio del portone che guardava all’esterno, quatti quatti in rigoroso silenzio, uno alla volta intervallati a distanza di 3-4 minuti l’uno dall’altro per non dare nell’occhio, coperti dalle tende ci dileguavamo poi a macchia d’olio nella sala, mai insieme e cinema per tutti. Unico neo, se scoperti niente carabinieri, niente denunce, il calcio in culo era il più diffuso e il male minore, alle volte andava anche peggio, tanti rimbrotti immediati e senza strascichi solo la solita inequivocabile minaccia “se ti ritrovo …”
Un ragazzino di fine anni 50

 

>>“Il Cinema – I nostri cinema”<< Soliera, 18 ottobre 2014.

26 dicembre 2020