Il Luppolo
Lisetta Po

È il 23 ottobre 1983. Sono le tre e mezza del pomeriggio e Tiziano (per tutti Wolly) e Vanni guardano con ansia all’esterno del locale. Non si vede nessuno, eppure l’inaugurazione è fissata per le quattro.
«E se abbiamo fatto un buco nell’acqua? E se a nessuno interessa una birreria a Soliera?»
I dubbi, per fortuna, durano poco. Il parcheggio inizia a riempirsi di gruppi di persone che si avvicinano sempre più numerosi.
Alle quattro del pomeriggio la porta si apre e giovani solieresi di tutte le età entrano per la prima volta nel locale. È così diverso da quelli che già esistevano … Dalle casse esce musica rock, rigorosamente scelta da Wolly, le luci sono calde, i tavoli di legno. Si può stare seduti al bancone mentre si scelgono le birre alla spina, e ce ne sono tante! Si possono mangiare patatine e panini e tutto il locale odora di felicità. I gestori sono felici per i complimenti che arrivano numerosi e tra i clienti aleggia un sentimento di appartenenza. Stava nascendo IL locale dei ragazzi solieresi.

Passano i giorni, i mesi e gli anni e il Luppolo è ormai un punto di ritrovo quotidiano per tanti ragazzi. Nel menu si sono aggiunti pizzette e tegamini con salsiccia piccante, da tutti chiamata diavola. La signora Ida, mamma di Tiziano prepara la zuppa inglese e altri dolci e io divento sempre più abile nel preparare hot dog.
Dietro al bancone si sono aggiunti William, fratello di Vanni, e Angela. Uno staff di tutto rispetto.
L’atmosfera del locale è allegra. Il Luppolo è quello che i gestori avevano immaginato: un locale dove i ragazzini possono stare insieme a giovani più maturi, dove le ragazze possono sentirsi al sicuro e dove le mamme possono mandare i propri figli con tranquillità. Mai una volta sono dovute intervenire le forze dell’ordine per sedare chissà quale rissa. Il bello del Luppolo è vedere persone che fino a qualche tempo prima nemmeno si conoscevano, diventare amici, qualche coppia si è formata tra quelle mura e qualche altra si è lasciata, insomma è un locale vivo e vivace.
Nel fine settimana arrivano camerieri, ragazzi che guadagnano qualcosa per contribuire alle spese dell’università e come non ricordare la Mors, Frac, l’Ariò, la Paola e tanti altri
Dopo circa quattro anni dall’inaugurazione, il due maggio del 1987, il Luppolo trema. A mezzanotte una scossa di terremoto fa vibrare le pareti, le botti vuote sopra le mensole cadono a terra e io non sono riuscita ad uscire insieme agli altri. Per fortuna niente danni alle persone o agli edifici, ma quel terremoto ha fatto colorare di rosa la birreria. Il mattino dopo io e Vanni siamo diventati genitori. Nei mesi precedenti i clienti avevano scritto i nomi e tra tutti era stato scelto Arianna
Gestire una birreria non è una passeggiata, lavorare di sera e finire a notte tarda significa non avere più una vita “normale”. Si dorme fino a tardi e nel primo pomeriggio bisogna iniziare a riempire i frigoriferi, portare alle giuste temperature le attrezzature della cucina, pulire. Le relazioni sociali sono molto limitate e un solo giorno libero la settimana impedisce di fare molte cose. Noi eravamo giovani e forse questo ha inciso nella decisione di riprendere un po’ di socialità e abbandonare il lavoro serale.

Dopo sette anni la gestione iniziale del Luppolo lascia, anche se è rimasta quasi uguale perché William continua altri due anni quell’avventura iniziata con tante domande.
Adesso a Soliera non c’è un locale così. Chissà se qualche giovane ha gli stessi interessi che avevamo noi allora, se pensa che sarebbe bello uscire a piedi la sera per trovare gli amici, per bere qualcosa in compagnia o anche solo muoversi da casa per non sentirsi troppo solo. Beh se qualcuno decidesse di rifare un locale simile i miei auguri sono di intraprendere una strada come è stata la nostra, ricca di emozioni e di soddisfazioni e che anche a distanza di tanti anni ci fa ancora sorridere con nostalgia.

21 gennaio 2021

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