IL MIO MAESTRO MICHELE
Nella mia vita ho incontrato tante belle persone, ma una persona che mi ha aiutato molto nel mio percorso scolastico è stato il mio maestro delle elementari: Michele.
Era abbastanza solitario ma molto divertente.
Aveva una lunga barba grigia, folta, con sfumature bianche ed era molto campagnolo.
Ricordo, infatti, in particolare che sia d’ estate che d’inverno indossava sempre un gilet verde.
Una volta, appena dopo aver pranzato in mensa, io, i miei compagni e il nostro maestro Michele siamo andati in classe e ci siamo seduti sui banchi per guardare un film che parlava della vita di una tartaruga di mare, non so esattamente perché io e i miei compagni scegliemmo quel film, ma grazie all’ atmosfera silenziosa e tranquilla che ci attirò molto, fummo attenti tutto il tempo.
A un certo punto, il mio maestro con una faccia abbastanza sorpresa “si ricordò” di avere dei pacchi di pop corn e patatine dalla sera prima, li ha presi e li abbiamo mangiati tutti insieme.
Io volevo già bene al mio maestro ma, da quel giorno, ho capito che era davvero pazzesco.
Lui era un po’ un ribelle: non amava rispettare le regole perché ci voleva insegnare a ragionare con la nostra testa e a farci capire che non tutte le regole vanno rispettate ma che alcune si possono trasgredire a patto di non danneggiare nessuno.
Io adoravo il mio maestro ma, purtroppo, il giorno delle Palme del 2022 è morto improvvisamente. Mi è dispiaciuto tantissimo.
Dentro di me sentivo un grande vuoto e la sicurezza in me stessa che ci aveva spronato ad avere per molti anni stava diminuendo sempre di più.
Ma dopo un po’ di tempo, grazie all’aiuto dei miei maestri e dei miei compagni di classe con cui ci rassicuravamo a vicenda, ho capito che nella vita bisogna andare avanti ma naturalmente un pezzo del mio cuore resterà sempre del mio maestro Michele.
In suo ricordo è stato piantato un Salice Piangente nel giardino della scuola Ciro Menotti di Limidi (la scuola che frequentavo) perché lui amava la natura, infatti ci portava spesso a fare lezione fuori in giardino e il Salice Piangente era il suo albero preferito.
Io e i miei compagni andavamo sempre a innaffiare il salice che continua a crescere sempre più rigoglioso, portando con sé il ricordo del mio caro e indimenticabile maestro Michele.
