Il rampicante che non c’è
Guido Malagoli

Guarda che combinazione! Capitai da quelle parti proprio il giorno del fatto. Il giorno e l’ora esatta del fatto. Alcuni operai appollaiati su un castello di ferro stavano segando il rampicante che da sempre, per quanto mi ricordo, saliva indisturbato sulla parete del castello. Esci dal voltone, giri a sinistra per andare in municipio e lo vedi (lo vedevi) quel serpentone nero che parte aggrovigliato, grosso come un braccio d’uomo e poi va su … su … su fino a toccare il cielo. Quella fu la sua disgrazia. I suoi artigli legnosi forti come l’acciaio lacerarono le pietre del muro, sollevarono il tetto e le tegole per farsi spazio.
E’ troppo alto, così non può andare, dobbiamo eliminarlo, dissero.
Al momento della sua nascita, quando spuntò dal terreno la prima fogliolina sempreverde nell’aiuola ai piedi della scaletta di marmo, forse fu preso dalla smania di arrivare fin lassù e, stagione dopo stagione, foglia dopo foglia, si arrampicò con l’abilità di un alpinista allargandosi sullo spigolo del castello come un mantello verde. Dal tetto poteva osservare l’orizzonte del paese, il palazzone là in fondo, la piazza in basso, la gente che passava nei giorni di mercato, i rondoni che si rincorrevano in cielo. Il rampicante non sapeva di nuocere all’edificio e, d’altra parte, non poteva neppure arrestare la salita della linfa vitale che pompava energia nel suo fusto che raggiunse i dieci o dodici metri di altezza. Il primo germoglio capì subito di trovarsi in una posizione privilegiata, al riparo dal vento di tramontana dell’inverno e dai raggi diretti del sole in estate.
Crebbe vigoroso pensando che era bello vivere da quelle parti dove tutti lo conoscevano, i passanti lo guardavano con ammirazione e dicevano vacca s’è grosso anche se nessuno sapeva se era un’edera o qualcos’altro.
Gli operai, il giorno del fatto, tagliarono a pezzi il serpentone e lo ammucchiarono a terra. Faceva compassione, poveretto, come se avessero amputato l’arteria vegetale del castello che ora offriva alla vista tutta la sua ruvida nudità.


Del mantello – rampicante è rimasta una fossetta rettangolare sotto alla cassetta delle lettere, incorniciata da un cordolino bianco che assomiglia a un… a una … lasciamo perdere!

 

 

 

 

 

 

 

3 dicembre 2020