La Cumpagnia dal Turtèl
Luisella Vaccari
Nell’inverno del 1968 la mia amica Franca mi chiese se quella sera potevo andare con lei a vedere una prova teatrale di alcuni ragazzi che volevano mettere in scena una commedia dialettale. Franca aveva fatto il teatro sperimentale e se ne intendeva, io avevo fatto insieme a lei alcuni spettacoli di bambini e quindi qualcosa lo masticavo anch’io. Naturalmente le dissi di sì e andai, con un certo timore reverenziale verso questi ragazzi votati all’arte sacra del teatro.
Nella sala d’attesa dell’ambulatorio del dottor Vaccari, in cui aveva luogo la prova, trovai una strana ammucchiata di personaggi, dediti in principal modo ai cioccolatini, al whisky, alle battutacce e alle risate; e il dottore che aveva scritto la commedia e ne stava curando la regia, si divertiva a vederli divertirsi. Giunto il momento della prova mi resi conto che sapevano il titolo e a malapena le prime pagine del copione, recitate a spanne e con spirito libero.
Ci dissero che le prove si protraevano da mesi sicché alla fine, dopo aver ingollato anch’io la mia dose di cioccolatini e di whisky, sentenziai che avrebbero fatto meglio a dedicarsi ad altro perché mai e poi mai sarebbero stati in grado di mettere in scena una commedia.

Parole profetiche: nel 2018 questi “ragazzi” hanno festeggiato il cinquantesimo anno di attività teatrale con il nome di Cumpagnia dal Turtèl.
Rimasi poi anch’io in quella compagnia di squinternati, non so se per compassione, per amore del teatro o dei cioccolatini; rimasi e fu una scelta che ha segnato profondamente la mia vita.
Per tutti noi Tortelli quei cinquant’anni sono stati vissuti nel profondo, nell’intimo della nostra storia personale. Si sono creati rapporti e amicizie indissolubili mentre ci siamo scambiati lezioni importanti come l’ascolto e l’attenzione per l’altro, la condivisione dei sentimenti e dello scorrere della vita.
E poi l’amore per il teatro … quella parte di teatro che vive dietro le quinte, dove bisogna sussurrare e capirsi con uno sguardo.
Nel silenzio della penombra polverosa, tra tele, corde e carrucole, separati dal resto del mondo dal pesante velluto del sipario: mani ansiose che cercano sicurezza nel copione ormai sgualcito, la gola che si chiude, i passi che misurano gli spazi sulla scena , i riti, ognuno i suoi e sempre gli stessi, e gli sguardi, gli sguardi che si incrociano, si interrogano, si rispondono.
Uno sguardo che dice “Vedrai che anche questa sera andrà bene! Lo so che in questo momento ti sembra di non ricordare più nulla ma sai bene che appena entri dentro nella luce e nella vita della scena , la mente si scioglie e tutto arriva semplice e facile. Dai, siamo tra amici e ci vogliamo bene … e poi c’è sempre il suggeritore!”
E dopo “Ecco, hai visto? Li senti gli applausi? Sei stato forte!”


Impegno artistico dietro le quinte
E oggi, dopo più di cinquant’anni, quando ci ritroviamo da reduci, pratichiamo l’esercizio dei nostri racconti con l’inutile puntigliosità dei particolari ben sapendo che ognuno ha scolpito dentro di sé ogni aneddoto, ogni emozione, ogni battuta, ogni ansia, ogni euforia e devo dire che ancora, nonostante la sclerosi che incombe, ci capiamo con uno sguardo.

Riunione della compagnia in versione Covid
Potrei raccontare tante cose, vita, morte e miracoli della Cumpagnia dal Turtèl, ma non raggiungerei mai la pienezza di Guido nel suo libro, nel nostro libro ’Na fòla longa,bèla, colorèda dove ogni attimo di questa lunga fòla viene pennellato d’amore e di fantasia.
E se qualcuno preferisce l’immediatezza e la vivacità delle immagini c’è il DVD ‘Na fòla longa bèla colorèda che il regista Federico Baracchi ho costruito sull’onda di una festa e di una poesia.
>>“‘Na fola longa bèla colorèda”<< Soliera, 19-20 febbraio 2016.
>>“A un compagno di viaggio, omaggio a Sandrino Tagliavini”<< Soliera, 16 luglio 2015.
>>“’na fòla bèla, longa, colorèda…”<< ricordi, aneddoti, fotografie, dicerie e malinconie della Cumpagnia dal Turtèl, di Guido Malagoli.
>>“La forza dell’interesi”<< commedia della Cumpagnia dal Turtèl.
19 marzo 2021
