La Maratona e il Giro d’Italia
Marisa Zanini

Foto dal Materiale Fotografico del Comune di Soliera

In autunno si svolgeva ogni anno una corsa mitica, la Maratona d’Italia intitolata a Dorando Pietri, l’eroico maratoneta di Carpi a cui è stata dedicata una statua al centro di una rotatoria della vicina cittadina. La partenza della famosa gara podistica era a Modena e passava proprio dal centro del nostro paese.

Lungo il viale di accesso al castello Campori passavano gli atleti accolti da due ali di folla imboccavano il voltone e piazza Sassi, poi davanti al palazzone e per via Grandi prendevano la strada comunale per Limidi per finire a Carpi al traguardo. Tutte le strade del rione venivano preventivamente chiuse al traffico già dalle prime ore del mattino e anche in questo caso sapevo che avrei dovuto evitare di uscire con l’auto. Per fortuna questa gara si svolgeva di Domenica per ridurre i disagi della viabilità. Pensavo in quei momenti alla difficoltà di vivere in una città dove sempre ci sono manifestazioni come Roma o Milano deducendone la fortuna di abitare in un piccolo centro. Nella rilassatezza imposta in quella giornata mi concedevo una breve partecipazione all’atmosfera di festa creata dalla gara. Mentre tentavo di attraversare la strada 4 novembre per andate dal giornalaio, vedevo le transenne colorate e i vigilantes, i volontari che ormai conoscevo di vista, e qualche volto conosciuto che aspettava il passaggio del grosso dei concorrenti. La partecipazione alla corsa vedeva per un attimo volti noti e atleti stranieri, anche di colore, dal fisico superatletico, quasi sempre i vincitori della gara . Per due anni ,non conoscendo i concorrenti, mi accontentavo di veder passare un volto noto: Gianni Morandi, il noto cantante bolognese che ormai anziano si metteva gloriosamente in competizione e riusciva ad arrivare fino in fondo alla gara tutt’altro che semplice. La Maratona era collegata ad una lotteria nazionale e in quella occasione un paio di elicotteri sorvolavano le nostre campagne e facevo vedere a mio figlio ancora piccolo quei passaggi tv, mentre cercavo con lui di individuare luoghi conosciuti durante la registrazione in diretta. L’eccitazione di quei momenti era collettiva e contagiosa. In strada, nei punti di passaggio degli atleti, si radunava molta gente quasi accalcata negli angoli e nelle curve dove i volontari col giubbotto arancione e la bandierina si davano da fare per contenere le spinte dei bambini che volevano attraversare per vedere meglio, mentre alcuni fotografi riuscivano a immortalare qualche gruppetto di atleti. Alcuni visi erano stravolti dalla fatica, altri invece erano apparentemente freschi ma tutti impegnati nello sforzo non si accorgevano certo della presenza della folla intorno. Un’altra occasione stagionale di passaggio per il centro di Soliera era il giro d’Italia,la gara ciclistica più importante che avveniva in primavera. Davanti a casa mia c’erano, per l’occasione, le auto dei gregari con il team di supporto, attrezzatissimi con bici e pezzi di ricambio per ogni evenienza. Anche in questo caso c’erano strade chiuse per parecchie ore e la difficoltà a spostarsi. C’erano le riprese televisive , le interviste , la claque attorno alle strade centrali. Si sentiva palpabile la spontanea adesione all’atmosfera frizzante della gara. Qualcuno conosceva benissimo i campioni e li incitava chiamandoli per nome. Il mio vicino di casa gareggiava per gare minori, lo vedevo spolverare le numerose coppe vinte che teneva in bella mostra nel suo garage. In quella occasione non mancava di tifare per qualche beniamino assieme ai figli che aveva già introdotto a questa bellissima tecnica sportiva. C’era uno stato di eccitazione collettiva e spontanea che faceva sentire uniti persone anche del tutto sconosciute e questo era un momento di aggregazione. Pensavo a momenti a me lontani che sono realmente avvenuti e hanno fatto la storia di questo paese e più in generale dei paesi dove si sono svolte guerre e liberazioni da tiranni e ho immaginato e condiviso lo stato d’animo di chi allora era presente e testimone di quei grandi avvenimenti.

9 dicembre 2020