LA MIA BANDA DI SOLIERA È …
Elisa Cappellini

La Banda musicale da definizione è un complesso di soli strumenti a fiato che ci allieta con concerti, sfilate e altre manifestazioni e un vasto repertorio che varia da Verdi fino alle colonne sonore dei film dei nostri giorni e alle hit trasmesse per radio, anzi per molti la banda è associata a qualcosa di brutto, i funerali. In realtà la banda unisce la cultura della musica allo stare insieme e divertirsi e portare in giro l’allegria e la spensieratezza, perciò vi racconto un po’ che cosa e come è la banda per me, ma anche in realtà.
Sono nata in una famiglia di bandisti, mio nonno è stato uno dei fondatori e mio padre è tutt’ora animatore instancabile della banda, perciò è da sempre parte di me e della mia vita e nonostante non fossi mai stata obbligata ad imparare a suonare uno strumento, volevo seguire le loro orme.
Tutto è iniziato alle scuole elementari, chi le ha frequentate da metà degli anni 90 fino ad oggi, avrà certamente conosciuto Gelmini Gualberto, il maestro di musica. Lui entra in classe con tutte le sue valigie e lo stereo e ti trasporta nel mondo della musica, mi ricordo ancora quando ci fece ascoltare il Volo del Calabrone, poi ti porta a conoscere gli strumenti a fiato e se ti piacciono ti invita a passare dalla scuola di musica.
Gelmini Gualberto è una delle colonne portanti della nostra banda, accoglie tutti i ragazzi in scuola di musica come se fossero sui nipoti e li trascina nel mondo della musica, ti racconta della sua storia musicale, da quando fondò i Nomadi insieme a Beppe Carletti e iniziarono con Augusto Daolio a girare l’Italia fino ad oggi, un libro vivente di aneddoti musicali, una vera e proprio enciclopedia. Gualberto Gelmini vive per la musica ed ha la capacità di trasmettere la sua passione a tutti i bambini e ragazzi che incontra, lui c’è sempre, non salta una lezione o una prova, arriva sempre un’ora prima dell’inizio delle lezioni e non finirebbe mai di insegnare, accompagna i bambini a comprare lo strumento, ti prepara i brani da suonare, registra le basi da suonarci sopra … è la sua vita. E così con me, ma con tanti altri, è arrivato alla scuola elementare e non se n’è più andato, ogni tanto si arrabbiava perché non è che io studiassi tanto, ma l’unica cosa che mi interessava era entrare in banda, perché io volevo far parte della banda dei grandi, sfilare alle manifestazioni, fare i concerti e fare le trasferte, quello era il mio obiettivo.


Banda Giovanile, Mosto Cotto anno 2018
I ragazzi che iniziano adesso hanno anche la banda giovanile e quindi quasi fin da subito iniziano a suonare insieme e a stare insieme, ma alcuni anni fa tutto ciò non c’era e dovevi aspettare di essere in grado di affrontare l’esecuzione di brani complicati ( anche se Gelmini ti semplificava i passaggi più difficili ), era dura aspettare che arrivasse il tuo momento. Poi sono entrata in banda, prima fila tra i grandi, paura ma tanta voglia di imparare, perché se a scuola sei solo tu e il maestro, in banda sei circondata da altre quaranta persone, nessuno è lì per giudicarti ma per aiutarti, i più anziani sono come dei nonni acquisiti, quando entrai in banda c’erano Renato Campagnoli, Franco Gozzi, Edgardo Zapparoli, Ascari Germano, tante generazioni che si uniscono tra di loro, l’esperienza di chi è in banda da una vita con la paura di sbagliare di noi giovani che muovevamo i primi passi, ma una pacca sulla spalla e passava tutto.
Tante sedi diverse, dalla cantina delle scuole Garibaldi, poi la sala sopra al nido arcobaleno (quando era ancora in via Roma), via Leopardi e ora la sede all’Habitat, ma una certezza il martedì vuol dire prova e non si può mancare. Le prove servono per provare il programma del concerto, scegliere quali brani fare e quali è meglio scartare, affinare la tecnica in alcuni passaggi e anche se il maestro ogni tanto si arrabbia (e come si arrabbiava Gelmini, voleva la perfezione) perché insomma diciamola tutta non siamo dei professionisti, stai certo che due risate le fai sempre, c’è sempre qualche d’uno a cui scappa una battuta o si intrattiene a chiacchierare con il vicino un po’ troppo e la prova non può continuare perché c’è troppa confusione …  insomma sembra di essere a scuola ma in una classe con 3 generazioni diverse. La cosa divertente che i ragazzi che entrano all’inizio sono tutti timidi, non parlano, studenti modello, poi si adattano tanto velocemente a questo “mood” di banda confusionaria, perché se c’è una cosa che siamo capaci di fare sempre in prova, in concerto, in sfilata o a tavola a mangiare è la confusione.
Terminata l’ora e mezza di prova, ci si ferma a fare quattro chiacchiere (se prima mentre suonavi non ne avevi fatte abbastanza) oppure qualche d’uno trova sempre un buon motivo per stappare una bottiglia di Lambrusco, tagliare una fetta di torta, di salame con lo gnocco, un compleanno, una nascita, ma anche semplicemente la voglia di condividere che la prova termina con il “rinforzo” delle undici di sera.


Martedì sera di prova
Se tutti i martedì ci si trova per provare poi bisogna fare in concerti, ci sono i tradizionali concerti di Natale, primavera, per l’estate solierese e le varie ricorrenze, come le celebrazioni del 25 Aprile, la Fiera di San Giovanni, tutti momenti dove la banda è sempre presente e continuerà sempre ad esserci perché la banda è di Soliera ed è a disposizione del comune e della comunità.
La nostra attività però non si ferma, ci sono le gite e i raduni musicali. Tra tutte le bande in Italia c’è questa fitta rete di scambi musicali, raduni, che permettono di portare il nome della tua banda e della tua città in giro, conoscere nuovi posti e nuove persone, stringere amicizie e passare giornate insieme, ma soprattutto in quel momento rappresentiamo Soliera in Italia. Sono la parte più bella di tutto, di cui conservo ricordi e risate, momenti di convivialità, divertimento e ovviamente musica; sono tanti i posti che la banda ci ha permesso di visitare e conoscere (l’elenco delle gite sarebbe un po’ lungo), viaggi infiniti in pullman, siamo stati al mare, in montagna, abbiamo passato molto tempo a tavola a mangiare ma abbiamo anche suonato e fatto dei bellissimi concerti, perché ascoltare altre bande che suonano prima o dopo ti carica, mi carica, carica il gruppo, la brutta figura non è contemplata, in quel momento rappresentiamo l’intera città di Soliera e si deve essere perfetti. Terminati i concerti torniamo ad essere la solita banda di confusionari, un brindisi a tavola può durare minuti e un discorso del presidente in pullman scatena la rivolta dal fondo del pullman in cori da stadi “un presidente c’è solo un presidente un presidente … c’è solo un presidente” oppure appena tenta di dire due parole qualche d’uno inizia a battere le mani e non smette e si continua così per minuti. E’ bello vedere come non solo il singolo suonatore è coinvolto, ma intere famiglie, mogli, mariti, figli, nonni, tutti partecipano e nessuno è escluso, chi partecipa le prime volte rimane un po’ in disparte perché forse non comprende questa grande famiglia, ma vi assicuro che ho visto sciogliersi anche le persone più imperterrite. Alcuni suonatori che sono venuti con noi come rinforzi al termine delle gite ci hanno detto “se fate un’altra gita, chiamatemi che vengo anche io”. L’ultima gita che abbiamo fatto è stata un’esperienza a livello musicale indimenticabile e per l’intera città di Soliera dovrebbe essere motivo di orgoglio, siamo stati a suonare in Piazza della Signoria a Firenze, riempire quella piazza, la gente che ballava sulla nostra musica è stato emozionante, ahimè un temporale ci ha rovinato la fine del concerto, ma nessuno si dimenticherà di questa esperienza.
Vi ho raccontato delle gite perché molti ci ascoltano e ci vedono a Soliera in qualche manifestazione, ma non sanno che oltre a ciò che facciamo in paese, c’è tanto altro lavoro; come noi partecipiamo ai raduni, a nostra volta ospitiamo sempre delle bande, organizziamo qualche giro turistico per la nostra provincia, prepariamo il pranzo o la cena e diamo loro la possibilità di esibirsi in piazza e farsi conoscere, tutto organizzato con l’aiuto di un bel gruppo di volontari e dell’intera comunità, ristoratori che ci aiutano per il pranzo o cena, chi ci fornisce gli spazi per il pranzo e il materiale necessario, insomma un bellissimo lavoro di squadra.

Sfilata Medievale con le Scuole medie anno 2013
La Banda di Soliera è famiglia, stare insieme, non c’è concerto se poi non si va in pizzeria, non è senza il pranzo e la lotteria, la banda (adesso ci chiamiamo orchestra, ma solo perché è più figo) è parte della mia vita, ho passato buona parte della mia vita dedicandomi alla banda, tutto ciò che riusciamo a fare è grazie solamente alla forza di volontà di noi suonatori e delle nostre famiglie che partecipano, aiutano a preparare e organizzare i concerti e le gite, senza la passione che ci mettiamo ora non saremmo qui, siamo tutti mossi da questo spirito e dalla voglia di fare musica e stare insieme, grandi e piccini tutti insieme. In banda si sono instaurati legami, amicizie, rapporti di lavoro, c’è chi ha trovato l’amore e tutto ciò ha come comune denominatore la musica, senza di lei una buona parte delle nostre vite sarebbe in parte vuota.
Mi rammarica molto che realtà come la nostra siano sempre più in “estinzione”, purtroppo i ritmi frenetici della vita impongono dei cambiamenti, ma non dimentichiamoci mai cosa ci possono lasciare queste realtà aggregative nella nostre vite, molti non comprendono fino in fondo l’importanza della banda, anzi molti ancora quando dico che suono in una banda mi guardano come se fossi una extra terrestre, ma sono sempre convinta di fare parte di una cosa bella, insieme ad una seconda famiglia e chi ci perde sono solamente coloro che non vogliono capire cosa realmente c’è dietro al termine “banda musicale” e volontariato, perché è anche di questo che si parla, offrire il proprio tempo al servizio degli altri.

 

>>www.bandasoliera.it<<

>>“Corpo bandistico musicale”<< da Il castello di Soliera – Uno sguardo dal ponte, di Azzurro Manicardi.

 

12 marzo 2021