La mia piazza Sassi
Susanna Casari

Ho cominciato a frequentare Soliera nell’estate del ‘69, ma i ricordi di piazza Sassi e immediati dintorni sono molto vaghi: il forno, il bar “chiletto”, quello della Sonia, la “Colonna Infame”… Eh sì, perché il compagno di studi che ci ospitava nella sua casa di famiglia per preparare gli esami delle sessioni estive, Soliera la conosceva bene, e una sosta lì davanti la faceva sempre.
Il primo vero ricordo risale agli inizi della mia residenza solierese: una mia amica, la prima amica che ho avuto a Soliera, era la moglie di un attore della compagnia teatrale del Tortello, molto popolare in paese e, avrei scoperto qualche tempo dopo, molto nota ed importante nel mondo del teatro dialettale e non solo nell’ambito della provincia. Da spettatrice l’avevo conosciuta anche negli anni precedenti, e mi affascinava parecchio.


Una sera in cui la compagnia debuttava a Soliera con una nuova commedia, lei mi disse: “Vieni con me dietro le quinte: sono ragazzi simpatici e accoglienti, ti troverai bene, vedrai che ti diverti”. Così feci, e ancora non lo sapevo, ma fu l’inizio di quella che successivamente sarebbe diventata una lunga collaborazione.
Le rappresentazioni della “Cumpagnìa dal turtèl” allora si svolgevano nel teatro Aurora della parrocchia, in piazza Sassi, perché il cinema-teatro Italia era stato dismesso, e io non ricordo neanche più bene dove avevo visto le prime commedie: se al cinema Italia o già al teatro parrocchiale. Per moltissimi anni, comunque, continuarono al cinema teatro Aurora, proprio quello della parrocchia: prove, debutti, repliche … con tante risate, qualche “scazzo”, sempre e comunque emozioni. Quelle serate per me sono il primo ricordo partecipe della vita a Soliera: perché a dire il vero, io lavoravo a Modena o in altri paesi della provincia, e a Soliera praticamente ci stavo solo la sera e nei fine settimana, che allora cominciavano il sabato pomeriggio, per cui non conoscevo nemmeno il mercato. Ma piazza Sassi sì, la conoscevo, ed era un centro nevralgico, soprattutto se rivista con gli occhi di oggi, in cui l’aggregazione sembra un mito irraggiungibile: la parrocchia, il teatro, all’occorrenza anche cinema, i bar, i negozi Ferrari e Codeluppi, rispettivamente merceria e casalinghi all’epoca, ma in realtà antesignani dei moderni centri commerciali.

 

>>“’na fòla bèla, longa, colorèda…”<< ricordi, aneddoti, fotografie, dicerie e malinconie della Cumpagnia dal Turtèl, di Guido Malagoli.

 

1 gennaio 2021

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