LE API

<< Qual è la risposta giusta?>> chiese la maestra indicando una frase sulla lavagna, una mia compagna alzò la mano e rispose “La”
La maestra disse: << Giusto, bravissima!>>.
Erano le ultime ore del giovedì, noi stavamo facendo grammatica, prima che avvenisse il disastro.
Verso la metà della lezione iniziammo a sentire: zzz, zzz e ancora sempre più forte ZZZZZZZZ.
Una mia compagna iniziò a sudare e a muovere nervosamente il piede, la maestra si alzò per andare a controllare che cosa fosse (palesemente delle api), ma fece l’errore di spalancare la finestra ed entrarono cinque api e due calabroni.
<< Ahhhhhhh!!>> urlò una mia compagna che aveva la fobia delle api.
Io all’epoca non avevo tanta paura delle api come adesso, però mi piaceva fare la scena come se fosse appena entrato Godzilla.
In classe si era appena scatenato il panico: c’erano i maschi che lanciavano alle api qualunque cosa passasse loro per le mani, mentre le femmine urlavano e correvano qua e là perché avevano paura, e meno male che con le api bisogna stare fermi e calmi per evitare che pungano!
Un mio compagno, per fare l’eroe, prese l’iniziativa di farci andare nello stanzino senza prima chiederlo alla maestra, disse: << Veloci ragazzi, andiamo nello stanzino!>>.
E tutta la classe corse nello stanzino come una mandria di bisonti, solo che lo stanzino era una piccola aula che poteva contenere al massimo 10 bambini e un’insegnante, non una classe intera, quindi eravamo tutti stretti come sardine.
Quando chiudemmo la porta tirammo un sospiro di sollievo.
Nel frattempo arrivò la nostra maestra, che era riuscita a chiudere la porta della classe senza che le api arrivassero da noi, mentre noi avevamo chiuso le finestre dello stanzino appena entrati.
Cercò di aprire la porta dello stanzino ma non ci riuscì, allora urlò: “Bambini apritemi, vi siete chiusi dentro!”.
Ci eravamo chiusi dentro senza nemmeno accorgerci di chi era stato e così iniziammo tutti a litigare:
<< Sei stato tu a chiudere la porta a chiave!>>.
<< No, sei stato tu!>>
<< No!>>.
C’era un caos totale, finchè un mio compagno, lo stesso che aveva fatto “l’eroe” portandoci nello stanzino, disse: << Ora dobbiamo fare solo una cosa: guardare dappertutto e cercare la chiave dello stanzino>>.
Non so ancora perché, ma dopo quel discorso tutti iniziarono a cercare le chiavi e smisero di litigare, che poi io mi chiedo ancora adesso: ma come fanno dei bambini di otto anni a chiudere una porta a chiave e nascondere pure le chiavi?
Io non le trovai, ma le trovò una mia compagna ed esclamò: << Le ho trovate!>>.
Si avvicinò alla maniglia e infilò la chiave nella serratura… il cuore iniziò a martellarmi nel petto. Girò una volta: la porta non si aprì; girò un’altra volta: non si aprì; girò ancora un’altra volta, mise la mano sulla maniglia e provò ad aprirla… Ci riuscì!
Quando finalmente spalancammo la porta, eravamo le persone più felici di questo mondo, finché la maestra entrò e disse:
<< Bravi bambini! Dato che le api non se ne sono ancora andate, finiremo la lezione di grammatica qui!>>.

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