Mandrìn il campanaro e la tarantèla
Azzurro Manicardi

 

Durante le “Quarant’ore” del periodo quaresimale non venivano suonate le campane perché venivano legate (lighèr el campani).
Non potendo annunciare il mezzogiorno alla gente col suono delle campane, il campanaro Mandrìn (Brausi) girava per le vie del centro di Soliera sbattendo il caratteristico “crepitacolo” (tarantèla) che annunciava il mezzogiorno.
La “tarantèla” era una tavoletta in legno con applicati sui lati due ferri a C (come le maniglie di un vecchio comò) che, scuotendola ritmicamente con il movimento del polso della mano, sbattevano contro la tavola in legno emettendo un suono (crepitìo) come i tamburelli delle tarantelle.

 

 

2 febbraio 2021