Mostra di Giuseppe Messerotti Benvenuti
Marzio Govoni

Nel 1998 contattai un soggetto all’epoca assai rilevante, il Fotomuseo Panini di Modena, per mettere a disposizione un archivio fotografico che avevo da pochi anni acquisito alla mia collezione, quello del Tenente Medico modenese Giuseppe Messerotti Benvenuti (Modena 1870-1935). I ragazzi e le ragazze del Fotomuseo si appassionarono a quelle migliaia di lastre e negativi, in particolare alle 400 immagini dalla Cina del 1900-1901, ed iniziarono a lavorare alla loro valorizzazione. Erano tempi fertili per queste cose, e Modena all’epoca era all’avanguardia nella ricerca sulla fotografia storica; nel tempo quel patrimonio di conoscenze e di entusiasmo è stato purtroppo disperso.
L’archivio fotografico di GMB in realtà fu “svelato” qualche tempo prima a Soliera, nel corso di alcune nottate trascorse nel laboratorio del fotografo Roberto Calanca, assieme a Paolo Monti, dove sviluppammo diverse immagini dai negativi, per la prima volta dopo quasi un secolo. E’ davvero emozionante vedere apparire nella bacinella degli acidi una immagine inaspettata, esotica, di grande qualità. Perché GMB è stato un grandissimo fotografo amatoriale, ed i suoi scatti non possono essere derubricati come una semplice, per quanto rilevante, documentazione storica. Comunque nel 2000, presso la Galleria Civica, le fotografie dalla Cina di Giuseppe furono esposte assieme a materiali prestati dai familiari, sempre relativi alla Campagna di Cina del 1900-1901, come sculture in bronzo, abiti elaboratissimi, lettere e altro. Alla mostra fu associato un convegno ed un magnifico catalogo in due volumi, con importanti contributi, reperibile anche presso la Biblioteca di Soliera. Ma Giuseppe non ha fotografato solo la Cina. Tra le migliaia di scatti è ben documentata anche la vita attorno alla villa di famiglia. Anche se tecnicamente l’autore era modenese e la villa di famiglia, al passo dell’Uccellino, è per pochi metri in territorio modenese, la famiglia Messerotti Benvenuti è stata la più importante a Soliera per tutto l’ottocento, possedendo oltre 500 ettari di terreno tra Soliera e Bastiglia. Esponenti di quella famiglia sono stati Sindaci, consiglieri comunali ed hanno ricoperto incarichi vari nella comunità. Non a caso in un giornale socialista di fine ‘800 Soliera viene polemicamente definita “La città dei Benvenuti”. Giuseppe sceglie dopo gli studi di Medicina il percorso militare. Una vita non fortunatissima, la sua; per molti anni sarà affetto da una malattia contratta in Cina nel 1900, che avrà una recrudescenza durante la campagna di Libia, nel 1911.
Nel 2007, dopo che si erano spenti i fasti della mostra di Modena (ma alcune foto erano state esposte in Cina durante una visita ufficiale del Presidente Ciampi) mi venne chiesto di concedere le foto per una mostra a Soliera, in occasione della inaugurazione del Castello Campori restaurato. Da grande sostenitore di quei restauri e della restituzione ai cittadini della nostra unica bellezza architettonica dissi immediatamente di sì. La mostra si sarebbe dovuta concentrare anche sul lavoro fotografico di Giuseppe nel solierese; furono selezionate quindi alcune immagini, tra cui quelle bellissime del Secchia, del passo dell’Uccellino e dell’uomo che ha dato nome a quella località, il minuscolo passatore della chiatta al Ponte Basso, Guido Cavalcanti detto “L’Uslein”. I tempi furono brevi, il lavoro frenetico; Carla Vaccari, con il suo noto piglio militaresco, impegnò me e altri nell’allestimento notturno.

L’inaugurazione avvenne il 21 giugno 2007, all’interno del programma della Fiera. All’ingresso, su mia richiesta, un cartello informava che la mostra era anche dedicata alla memoria di mio padre Emilio e dell’amico Gianni Costi. Troppo breve il tempo della mostra, appena i quattro giorni della Fiera, peraltro con orari poco congrui. Ma comunque fu visitata da molte centinaia di persone, e credo sia stata gradita da tutti coloro che ebbero occasione di vedere il Castello restaurato, e contemporaneamente l’opera fotografica di un (quasi) solierese di un secolo prima. I bei ritratti, le scene di vita familiare, la navigazione del Secchia a fianco delle distruzioni della guerra dei Boxer, delle immagini della Città Proibita, dei crudeli supplizi. Anche sulla vicenda cinese di Giuseppe Messerotti Benvenuti nel tempo sono stati prodotti altri libri. “Gli italiani che invasero la Cina. Cronache di guerra 1900-1901”, edito nel 2008 dalla casa editrice Sugarco e curato dal giornalista Fabio Fattore, quindi un giallo Mondadori dove GMB diventa una sorta di investigatore nella Cina dei Boxer. Più recentemente una fotografia di Giuseppe è sulla copertina di “L’Italia nella Guerra dei Boxer” di Enrico Spiga.
Purtroppo il lavoro di stampa dei negativi e delle lastre di Giuseppe non è mai stato completato. A quasi un quarto di secolo dalle notti trascorse nello Studio Calanca, a ventuno anni dalla mostra di Modena e a quattordici da quella di Soliera, la gran parte delle lastre e dei negativi di Giuseppe Messerotti Benvenuti giace ancora intoccata nei suoi contenitori originali. Ma questa è la storia comune ad una gran parte dei giacimenti culturali del nostro paese, compresi quelli fotografici. Per quel che mi riguarda sono onorato di avere fatto conoscere a tanti un grande fotografo, quasi solierese.

 

>>“Giuseppe Messerotti Benvenuti”<< Un fotografo tra Soliera e la Cina.

 

24 febbraio 2021

 

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