Nel bel mezzo della pandemia
Ruggero Morselli
Premetto a chi legge che la prendo alla leggera l’opinione sulla tremenda pandemia che stiamo (mi auguro) passando anche se leggera certamente non è, talmente infida, talmente odiata che se la prendo formale, rigida, ufficiale l’angoscia ancor prima di cominciare prende il sopravvento e, come si dice, passa la voglia.
L’età non più giovanissima anzi, nella maggioranza dei casi, un po’ d’esperienza acquisita nel tempo, un po’ il fisico che si lamenta di sforzi e sacrifici se non proprio necessari, ti adatti a fare vacanze più comode e confortevoli evitando giornate piene di camminate, sciate, nottate e tutto ciò che comporta il pieno delle forze che precipitosamente viene meno.
Ciò premesso in pieno inverno, da pensionati non avendo particolari impegni, a metà gennaio, sperimentato il clima primaverile delle isole Canarie, da ben tre anni con la mia signora avevamo preso la bella abitudine del soggiorno quindicinale a Tenerife, nà meraviglia, luogo di frequentazione internazionale con gestione in negozi e alberghi in maggioranza italiani pur essendo in spagna, ti ritrovi perfetto anonimo sborone a rilassarti per i cazzacci tuoi senza che nessuno rompa.
Gennaio 2020 a metà mese prenotata e prevista partenza ma a capodanno cominciano a circolare voci dalla Cina e precisamente da Wuhan importante città con altrettanti importanti impianti e laboratori di ricerca dove si rileva, non proprio brillantemente nonostante l’alta professionalità dei ricercatori, un principio di epidemia di cui si fanno supposizioni che a oggi risultano ridicole se ancora di certo abbiamo il nulla, fuga di laboratorio? Pipistrelli? Epidemia da animali? Ma come? Gli animali da quando mondo è mondo sono sempre esistiti, hanno sempre accompagnato l’uomo e che salta fuori solo ora? e perché proprio in Cina? E chi se ne frega tanto sono là, dispiace ma si arrangeranno!
Tranquillamente spaparazzato a lucertola in spiaggia sotto un sole gradevolmente caldo alla fine di gennaio a Tenerife, contornato da varietà di europei di ogni, col rimpianto di aver smesso la bella abitudine del fumo sennò oltre al costume multicolore conforme anche per le Hawaii, certamente deliziavo la curiosità dell’invidioso di turno con un bel sigarone cubano quando arriva telefonata solita di prassi di figlia.
Solita un c… di prassi non se ne parla , papà qua si comincia a parlare di restrizioni può essere che al rientro siate in qualche modo controllati, voi state bene vero? Li come va?…. Ma che stai dicendo? Controllati perché? Mai stati meglio, anzi sai che ti dico se ci isolano non è che permanenza forzata alle Canarie sia poi così male, ci siamo adattati così bene!
Si arriva, con rammarico, vicini al ritorno, mancano due giorni al quattro febbraio data del rientro quando dalla Gomera, isoletta minore posta a fronte della nostra, giunge notizia di focolaio su nave da crociera inglese, tutti bloccati, quarantena e divieto assoluto di sbarco, sono a una decina di Km. da noi, se trovo chi ha detto ‘la Cina è vicina’, incredibile, cervello tempestato da mille pensieri, buon senso vuole di aspettare telefonata solita da casa per non allarmare e infatti il giorno dopo figlia avverte i primi casi in Europa, Italia compresa, aggiungendo che probabilmente in aeroporto saremmo sottoposti a controllo della temperatura.
Nonostante le prime avvisaglie nessun problema alla partenza, ancora meno in aereo col tutto esaurito e nessuna mascherina presente, all’arrivo a Bologna nonostante l’orario ancora abbordabile essendo le 21, nessuno, ma proprio nessuno, la maggioranza dei servizi di ristorazione chiusi e nemmeno l’ombra di personale di controllo, clima totalmente lontano e impreparato a quel di venire.
Stesso periodo a commentare di non essere al punto di prima? no no, peggio, forzatamente elusa la bella abitudine del soggiorno, carogna di un coronavirus mi fai saltare periodi belli gli ultimi anni che forza e volontà, dettate e sostenute chiaramente da giusta salute, mi permettevano di viaggiare? E me li fai saltare con che prospettiva? A quando impronta di vita assumerà parvenza di normalità? Che fai mi illudi come lo scorso anno? Sembrava il tutto dovesse scomparire invece squallidamente covavi sotto aspettando il freddo per ripresentarti con ritrovata energia, addirittura accompagnato da infide varianti, bravo bella fantasia, in tempi moderni sei riuscito a paragonarti alle disastrose epidemie che credevamo scomparse come il vaiolo il tifo la peste la rabbia o la lebbra con le colleghe similari, tante troppe che credevamo impossibili da riprodursi.
La modernità ci aveva illuso con comportamenti di igiene, di progresso, di studi avanzati di prevenzione, che non dovesse mai più succedere o almeno non di questa dimensione, in altre occasione tentativo di isolamento ha avuto successo, ora è il pianeta tutto a subire col bel risultato, senza assolutamente dimenticare le tante vittime, di retrocedere con lo sviluppo e il progresso del tenore di vita globale che tradotto comporta meno lavoro, più miseria, tanta ma tanta fame nel mondo.
Era mia intenzione un’opinione sull’allegro ci ricasco col serio, ho cominciato con vacanze per alleggerire ma solidarietà impone rispetto a troppi che questa pandemia ha stravolto la vita in negativo, impossibile da parte mia e certamente non all’altezza per elencare quanti sono disperati perché privati del lavoro, è parolone ma reale, siamo tesi, chi più chi meno ma nervosismo e inquietudine prevalgono, lamentarsi delle ossa arrugginite per mancanza di palestra o lievitazione di pancetta per aumento di peso causa costrizioni non mi sembra giusto al confronto di chi ha subito la camera intensiva, lamentarsi perché costretto in casa in alternativa all’escursione solita al lago o mare o dove vuole non mi sembra giusto rispetto a chi dopo 12-14 ore d’ospedale accudendo la sofferenza con dedizione, finalmente a casa, capita che venga richiamato e ricominci senza ombra di riposo per sopraggiunti ricoveri o personale insufficiente rimandando a chissà quando piaceri e doveri famigliari.
Raccomandare prudenza e comportamento consono alla realtà sembra superfluo, a quanto succede giornalmente invece di superfluo non vi è nulla, a mio parere posti di responsabilità per drastiche decisioni da imporre come in questo frangente non deve essere affatto facile, rimane invece incomprensibile richiamare la legge o la costituzione alla voce libertà di movimento, capisco chi di lavoro vive e gli viene impedito ma facciamo sforzo anche di comprenderne i motivi, difficile invece essere altrettanto solidali al rifiuto di portare una mascherina e affermare che questa epidemia è soltanto una banale influenza ottima considerazione per contribuire ad allontanare il ritorno alla normalità.
13 aprile 2021
