Radio Esse
William Stefani

Nella foto Massimo Valentini alla consolle

Negli anni 70 iniziò una rivoluzione che avrebbe cambiato il sistema radiofonico italiano, iniziarono a nascere le cosiddette radio libere, la prima esperienza fu Puntoradio di Zocca dove trasmetteva quello che sarebbe diventato la rok star per eccellenza Vasco Rossi, mi ricordo che allora si andava come in processione a vedere cosa era questa prima esperienza di radio libera.
Da lì a poco tempo sarebbero nate in tutti i comuni italiani come funghi le radio libere, e naturalmente anche a Soliera tra il 76 e il 77 nacque la radio libera che non si poteva che chiamare Radio Esse (esse sta per Soliera), il tutto iniziò con una prova tra quello che è stato il nostro grande tecnico Adriano Lugli e Reverberi Giuliano con un piccolo trasmettitore di 3 Watt riuscirono a sentire le loro voci da una radio. Da lì fu un attimo far nascere l’idea di creare una radio libera a Soliera. Bisognava trovare una sede e Carletti Romano mise a disposizione il suo solaio in Via 4 Novembre, un piccolo trasmettitore e il segnale copriva Soliera e le zone limitrofe, un mixer a valvole, un mangianastri e la radio era funzionante. Naturalmente la novità di una radio a Soliera rapidamente divenne un evento che galvanizzò il paese, crescevano i giovani e anche non giovani che desideravano cimentarsi dietro un microfono, furono tante anche le ragazze che parteciparono fino dalla nascita della radio e che entrarono anche nei tempi successivi, ricordo alcuni nomi, Daniela, Antonella, Mariangela, Meris, Roberta, Gabriella, Cristina e tante altre, ci furono poi le prime pubblicità, naturalmente Carletti che metteva a disposizione il locale, e il negozio di meccanici biciclette e motorini dei f.lli Berni. Io personalmente iniziai la mia attività dopo alcuni mesi, una sera andai per vedere cosa era questa radio, pensavo di vedere impianti enormi e mi trovai di fronte una stanza praticamente quasi vuota, dopo questa prima visita ritornai dopo un po’ di tempo per chiedere da parte di alcuni amici che amavano la musica classica e lirica se era possibile trasmettere anche questi generi musicali, la persona con la quale parlai mi disse ma certo che è possibile, domani sera puoi venire e puoi iniziare a trasmettere la musica che preferisci. Io rimasi scioccato ma poi pensandoci mi dissi che potevo provare, e la sera seguente con un disco della quinta sinfonia di Beethoven iniziai la mia carriera radiofonica, diventai direttore, socio e proprietario (se non è stata una carriera questa!). A parte le battute in poco tempo quello che sembrava un divertimento del momento iniziò a crescere e a diventare un punto di riferimento per i cittadini e le istituzioni, con le prime pubblicità arrivate fu possibile acquistare un mixer di ottimo livello e da qui iniziò un graduale aggiornamento tecnico della radio anche perché l’aumento delle radio sulla frequenza Fm richiedeva l’aggiornamento degli impianti di trasmissione per poter continuare a coprire la zona e quindi dal trasmettitore di 3 Watt si passò a quello di 200 Watt.

La bella compagnia di Radio Esse

I fermenti erano enormi, sempre più gente approdava alla radio, sempre più attività economiche acquistavano la pubblicità e quindi l’evoluzione tecnica e di qualità di programmazione viaggiavano velocemente. Il continuo aumentare delle radio libere con il conseguente intasamento delle frequenze rendeva sempre più complicato riuscire a mantenere il bacino di utenza, per questo motivo si fece il grande passo di installare un trasmettitore sull’appennino modenese con un trasmettitore di 1000 Watt, e quindi quello da 200 Watt che avevamo in sede serviva per mandare il segnale al trasmettitore in appennino, questo ci permetteva di coprire la nostra provincia e anche zone di altre regioni, questo salto di qualità ci portò a decidere che ormai la radio aveva bisogno di un nome che uscisse dall’ottica comunale e una sera dopo una lunga discussione si decise che il nuovo nome sarebbe diventato Radio Centro Emilia. Naturalmente questo salto fece aumentare i costi e quindi anche la necessità di avere sempre maggiori entrate. Con varie vicissitudini anche di tipo amministrativo che ci fecero chiudere per un breve periodo, per alcuni anni l’attività continuò fino a quando si rese necessario dover decidere per alcuni di noi di valutare la disponibilità a diventare imprenditori in un mercato che si evolveva e che non permetteva più di svolgere l’attività in modo volontario. A quel punto vista la non disponibilità a fare questo grande passo si decise di vendere la radio che dopo un po’ di tempo si trasferì a Modena.
Per concludere voglio fare alcune considerazioni su cosa è stata per chi l’ha vissuta e frequentata Radio Esse, per me è stata una delle esperienze più belle e importanti della mia vita, ho conosciuto tante persone e con loro ho condiviso momenti felici e esaltanti, è stata per tutti una scuola di vita che ci ha fatto crescere come persone, ha creato delle amicizie che a distanza di 40 anni sono ancora vive, due anni fa abbiamo fatto una cena per rivederci e eravamo circa in 30, è stata una serata meravigliosa nella quale abbiamo rivissuto i bei momenti trascorsi in radio. Allora eravamo giovani mediamente sui 20 anni, oggi con i capelli bianchi e pensionati alcuni di noi stanno pensando e stanno già lavorando per far rivivere una radio a Soliera, negli intenti vuole essere una radio di musica ma anche di servizio per i cittadini e le istituzioni, vedremo se questa idea nei prossimi mesi diventerà realtà.

Io ho fatto una narrazione di quello che è stata Radio Esse, in queste poche righe che seguono scritte da Zanoli Fabrizio in occasione della cena di 2 anni fa a mio avviso è racchiuso il video di una piccola parte di quello che succedeva in radio. “Ragazzi, da che parte posso cominciare? dal 1978 perché prima vivevo nella landa solierese, lontano dalla metropoli del centro di Soliera…la conoscenza di Adriano, di Stefano Torricelli, Maurizio Beghi, Horacio Casali, poi via via di tutti gli altri. Francesco Severino, Salvatore Morale, il grande Pipi, Tonino Melillo, Massimetto Dondi, oltre a quelli già citati.

Poi ragazzi, non dimentichiamo che con la Radio c’è chi ha preso moglie e chi quasi…, quindi ha avuto anche una funzione socialmente importante per la comunità…la sala di registrazione con prenotazione per avere un po’ di ingenua intimità …le prime schermaglie con le radio concorrenti, i viaggi del venerdì sera per curiosare a Radio Luna … i lunedì sera con l’Alfasud TI di Adriano verso Parma per vedere fin dove si sentiva la radio … le telefonate spacciandosi per il tenente Marini della Aeronautica dell’Aeroporto di Bologna denunciando spurie di radio concorrenti … le pubblicità sul nastrino dei negozi solieresi, le tribune elettorali con le interviste a pagamento (meno male…) … e la festa su Via 4 novembre con William vestito da Babbo Natale e cioccolatini caramelle ai tanti bambini intervenuti… il torneo l’Amico con le radiocronache dirette e l’intervista dal campo come Galeazzi….”

1980 – Gianni Morandi intervistato da Radio S all’Arena di Verona

22 dicembre 2020