Via IV Novembre n.21, 20 aprile 1944
Luisella Vaccari

Foto – Non “per vanto” ma io sono nata qui, nella stanza della quinta finestra di via IV Novembre

C’era la guerra.
La radio trasmetteva con grande prosopopea la cronaca dei festeggiamenti per il compleanno di Hitler, anzi no: “genetliaco” dicevano.
E io non volevo nascere. Il travaglio durava ormai da due giorni ma Lidia, ostetrica di giorno e staffetta partigiana di notte, dichiarava che questo bimbo (di sesso non meglio definito in assenza di ecografia) non voleva nascere lo stesso giorno del Fuhrer.
E mia madre, spossata, rispondeva che purché nascesse lo avrebbe pure chiamato Adolf. Alle nove di sera Adolf si arrese ma non era Adolf, era una bimba.

Mio padre che aveva scommesso con gli amici del bar che sarebbe nato un maschio ci rimase un po’ male. Così come i miei tre cugini che dopo aver stazionato di fronte a casa, sui gradini della Casa del Popolo, per due giorni con il naso all’insù si sentirono dire che la cicogna si era confusa ed era arrivata dal dietro della casa.
Quante complicazioni! La guerra, mio padre che voleva un maschio, mia madre che non aveva un goccio di latte, i miei cugini che non hanno visto la cicogna … però grazie a tutti perché la vita è bella!

 

25 novembre 2020

 

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