Il palazzone
Marisa Zanini

Il grande palazzone di Soliera, l’unico a otto piani, sovrasta e domina su tutti gli altri edifici del paese che al massimo arrivano a due o tre piani. E’ a ridosso del centro storico e disturba il ruolo importante del castello e del campanile della chiesa, i veri rappresentanti della storia del paese, ma loro hanno sempre convissuto in modo pacifico. Qualcuno vocifera che è un orpello, mentre altri lo ritengono un punto di repere che si vede anche da lontano, preferito punto di incontro per chiunque venga da fuori e non conosca il paese, tranne nei giorni di fitta nebbia quando i poveri abitanti dei piani alti sono immersi nella fumana completamente fuori dalla realtà. Lui, il povero grattacielo, ha rischiato di schiantarsi durante il terremoto del 2012. Ho sognato che tutto questo sia accaduto ma non per opera del sisma.
Il palazzone completamente sparito e senza nessun boato, senza danni alle persone. Al suo posto un laghetto abitato da anatre e germani colorati, l’acqua con riflessi azzurri dal cielo. La gente si affolla intorno attonita e perplessa. Un bimbo stringe la mano della nonna e chiede se c’è stata una magia e chi è quel mago così bravo. Qualcuno commenta: “Che bel lago e che belle anatre, altro che quel brutto palazzone”. Qualcuno spaesato si agita e invoca l’arrivo dei vigili o dei carabinieri per fare chiarezza, un palazzo non può sparire così senza lasciare traccia né preavviso, non è né serio né normale. Qualcuno gli risponde che in fondo è meglio così chiunque sia stato ha fatto bene, era tanto che la gente pensava sotto sotto di farlo sparire e ridare armonia alle curve e al paesaggio, nessuno si sarebbe dovuto lamentare della sua dipartita. Si avvicina una inquilina del palazzo che era appena uscita per la spesa, resta a bocca aperta e scoppia a piangere “I miei mobili, la mia casa ,gli oggetti più cari, il quadro della nonna ,tutti i miei risparmi che avevo sotto il materasso, le lettere del mio fidanzato”.
Il vicino la guarda e vede una signora sulla cinquantina e commenta: “Mi spiace per la sua casa vedrà che qualcuno si farà avanti per risarcirla, ma è sicura che c’erano le lettere del fidanzato? Magari erano un po’ datate, vedrà che ne troverà uno nuovo di fidanzato, magari un bel marito, ci sono tante agenzie matrimoniali che non aspettano altro!”. Intanto è arrivato il figlio dell’inquilino del secondo piano che con sguardo smarrito si lamenta. “E la mia chitarra, la mia playstation, la tv nuova, chi me li ridà?”
Arrivano i vigili e i carabinieri in divisa assieme al sindaco e agli assessori, già litigano delle competenze e tentano di trovare un colpevole e una via di uscita. Ognuno dice la sua aumentando il chiasso e la confusione, poi tutto diventa più chiaro , il sindaco cerca di toccare il bordo del laghetto e con grande sorpresa solleva un bordo, il bordo di un enorme tendone colorato che ha ingannato tutti finché ci si è accorti che quell’acqua era inesistente, una falsa magia. Qualcuno tira un sospiro di sollievo, soprattutto gli inquilini del palazzo, mentre i più audaci restano delusi, ci voleva una scossa per cambiare il tran-tran nel paese, non succede mai niente di nuovo.

 

>>“Il Palazzone”<< nota storica di Azzurro Manicardi.

 

5 dicembre 2020