La conca verde e il mio debutto da modella
Angela Ascari

Foto – Il pigiama giallo lo ricordo così!

Il palazzone, che dall’ inizio degli anni 60 domina il centro di Soliera, sorge sulle ceneri di una balera che si chiamava Conca Verde. Da piccola, quel nome mi faceva pensare ad una conchiglia , una conchiglia di quel mare misterioso che non avevo mai visto. Per noi bambini, era un luogo quanto mai inaccessibile, ma proprio quando una cosa è proibita, la curiosità si fa strada, cosi quando venivamo in paese per assistere a qualche evento speciale, guardavamo tra i bastoncini delle arelle che lo delimitavano, cercando di intravedere qualche artista famoso e quello che non vedevamo lo immaginavamo con la fantasia.

Alla fine degli anni cinquanta, l’U.D.I. organizzava eventi che avevano lo scopo di promuovere l’emancipazione delle donne e di sensibilizzare tutta la popolazione intorno a tali temi. Mia zia, che faceva parte del gruppo dirigente dell’U.D.I. mi regalò un’occasione imperdibile, inserendomi nel gruppo delle “modelle” che avrebbero partecipato alla sfilata di moda che i commercianti del paese avevano organizzato proprio dentro la Conca Verde.

Era il 1959 e io avevo 7 anni. Ero contentissima.

Nei giorni che precedettero la sfilata, giocavo a fare la modella per esercitarmi e arrivare preparata. Immaginavo di indossare abiti principeschi, con nastri pizzi e brillantini e intanto facevo pratica indossando quelli di mia madre e mi mettevo le sue scarpe con i tacchi.

Arrivò il giorno del debutto. La zia mi caricò sulla bici, dalla campagna raggiungemmo il centro di Soliera e andammo alla festa. Ero molto emozionata. Dietro le “quinte”, c’erano parecchi bambini e alcune signore. Ci assegnarono i capi da indossare. A me toccò … un pigiama giallo.

Non nascondo la delusione … per il mio debutto avevo sognato qualcosa di più principesco. Pazienza.

Salii sul palco e percorsi la passerella tra gli applausi dei presenti. Ero cosi felice e frastornata, che tutto passò in secondo piano. Mi scordai del pigiama e fu come se indossassi un abito pieno di lustrini. La cosa speciale era essere li, nel tempio del divertimento, alla Conca Verde.

Non ebbi altre occasioni. La mia “carriera da modella” fu una “carriera lampo”. Iniziò e terminò nella stessa serata.  Ma …  forse è proprio per questo che, quella sfilata, quel pigiama giallo, me li ricordo ancora dopo oltre cinquanta anni.

 

15 gennaio 2021