La Madonnina del voltone
Danilo Beneforti

Estate anni 70.
Primo pomeriggio, inforco la bici e pedalo tranquillamente verso la piazzetta delle suore (ora Piazza Don Ugo Sitti). In un attimo il cielo si fa scuro e iniziano a scendere quei goccioloni caldi che alzano la polvere da terra. Fuggi fuggi generale di ragazzi dal parco pubblico.Urge trovare subito un riparo. Ed ecco di fronte a me “il voltone del Castello …alcune pedalate energiche e … salvo.
Riprendo fiato.
A sinistra c’è il negozio di alimentari di Leoni, di fronte la piazza del paese e i portici, a destra l’accesso al “rifugio”,il seminterrato del Castello che in tempo di guerra era il riparo dei solieresi quando suonava la sirena che avvisava che stava arrivando “Pippo”.
Alzo lo sguardo e sopra la porticina bassa di accesso al rifugio, Lei …. un affresco in precarie condizioni con una immagine della Madonna con il Bambino, S. Giuseppe e S.Antonio.*
Sotto l’affresco, una mensola con alcuni vasi di fiori.
Fiori veri e non di plastica come spesso si vedevano e si vedono in giro ancora oggi.
Che strano vedere un immagine sbiadita, un po’ trascurata e sotto vasi di fiori freschi.
Ma per la signora Osanna Toni in Ferrari, questo era un particolare trascurabile; era lei che aveva cura di quella immagine sbiadita preoccupandosi di farle avere sempre fiori freschi.
Affresco sotto il voltone d’ingresso alla Rocca Campori di “Madonna seduta che tiene il bambino dormiente in grembo, con S. Giuseppe e S. Antonio da Padova“, originario del XVII° secolo, restaurato nel 1874 dal Prof. Geminiano Mundici Ma adesso non piove più, acc … sono in ritardo; salto sulla bici e vado all’appuntamento con la compagnia di amici e amiche (morosa compresa).

Estate 2020
Di prima mattina cammino verso P.zza Sassi, il centro di Soliera, e arrivato sotto il voltone del Castello, come sempre, alzo lo sguardo a destra.
La Madonnina è sempre li’,ma adesso si presenta a tutti molto meglio; infatti all’interno del restauro del Castello anche lei è stata recuperata negli antichi colori e a tutti i personaggi è stata ridata nuova vita . Insomma,si è rifatta il “look”.
Ma … che succede … a terra vedo l’Alessandra (una delle figlie della signora Osanna che oggi cura il decoro e la presenza di vasi con fiori freschi) che raccoglie alcuni cocci e terriccio.
”Hanno rubato i fiori”, mi dice con tono molto dispiaciuto.
Cerco di sdrammatizzare e, mentre cerco di trovare parole di conforto, mi accorgo che sulla mensola è stato posto un biglietto con una calligrafia in grassetto ben visibile: CHI RUBA VA ALL’INFERNO.
“Ma Sandra non starai esagerando?” le dico … ma non ottengo nessuna risposta; il suo sguardo è molto più di una risposta. Quindi, capito che aria tira, proseguo rapidamente il mio percorso verso la piazza.
La mattina dopo, ripasso sotto il voltone; sulla mensola il biglietto “intimidatorio” non c’era più e i vasi di fiori freschi erano tornati al loro posto.
C’è chi dice o pensa che il timore di andare all’inferno susciti ancora grande preoccupazione e che forse il ladro di fiori ha compreso l’errore e ha rimediato prontamente. O forse che la pazienza di chi svolge questo semplice gesto di cura e di devo-zione, supera anche questi atti di incuria e maleducazione.
Com’è andata veramente? Fate voi, scegliete il finale che preferite e, se vi capita di passare sotto il voltone del Castello, alzate il vostro sguardo: Lei è sempre li .

Foto: Affresco sotto il voltone d’ingresso alla Rocca Campori di “Madonna seduta che tiene il bambino dormiente in grembo, con S. Giuseppe e S. Antonio da Padova“, originario del XVII° secolo, restaurato nel 1874 dal Prof. Geminiano Mundici

 

>>“L’affresco sotto al voltone” << nota storica di Azzurro Manicardi.

 

14 gennaio 2021