Leo e l’Afra
Luisella Vaccari
Nella foto: Afra Gavioli ed Igeo Loschi in abiti di scena (Materiale Fotografico del Comune di Soliera)
“Leo alzati … il sole è già alto!” la voce da soprano dell’Afra risuonava in tutta la piazzetta campanaria; la sentiva la Giocasta che, con le finestre aperte, stava friggendo il baccalà da portare in trattoria e anche Chiletto immerso nel suo immancabile concerto mattutino di chitarra.
L’Afra aveva un passato artistico nella Compagnia musicale diretta da Bruno Lugli negli anni’30. Era stata soubrette in diverse operette come Zurika e Fior di Siviglia e si racconta che, da brava prima donna, a volte facesse i capricci: quando stava per iniziare lo spettacolo scatenava il panico generale inscenando un impedimento alle corde vocali e accasciata su una sedia sussurrava: “Un latte caldo, un latte caldo, altrimenti questa sera non canto!”
I fratelli Leo e Afra Gavioli avevano il duplice incarico comunale di custodi dei bagni pubblici e addetti alle affissioni.
Osservarli mentre attaccavano i manifesti era uno spettacolo. L‘Afra dirigeva le operazioni e indietreggiando di qualche passo osservava con occhio clinico la superficie da ricoprire poi dava le istruzioni a Leo che, munito di secchio e pennello, eseguiva … non sempre alla perfezione però, se si doveva giudicare dai rimbrotti della sorella.
I bagni pubblici erano stati fatti costruire dal sindaco Roncaglia negli anni ’50 per sostituire il pisciatoio, una orribile struttura che era stata spostata più volte senza trovare un posto adeguatamente riservato.
Ricordo che era di cemento grigio e che io avevo ricevuto l’ordine tassativo di girarci alla larga.
Mi sembra di ricordare, ma non ne sono certa, che inizialmente la custode dei bagni fosse una signora che a me sembrava vecchia (ma chissà, forse aveva solo cinquant’anni!) sempre vestita di nero, di nome Santa.
Leo e l’Afra invece sono storia!

“Leo alzati … il solo è già alto” ripeteva il canto e Leo, sempre docile nei confronti del “capo”, iniziava la sua attività di custode con la preparazione della carta per i gabinetti, foglietti di giornale 20 X 15.
E se capitavi là dovevi sperare di non avere Saturno contro perché poteva toccarti la carta patinata lucida e allora … erano guai!
I bagni pubblici furono demoliti dopo il 1990 e la splendida balconata sul campo del Prete diventò la mitica “curva Leo” … ma questa è tutta un’altra storia!
Foto di William Cavani
>>“I bagni pubblici”<< nota storica di Azzurro Manicardi.
5 dicembre 2020
