Un nuovo inizio
Gabriella Malavasi
Era arrivata da poco in quella casa, su un barroccio con reti, materassi, mobilia varia. Adesso era proprio tutto nuovo: la sua e le altre case intorno, il cortile coi suoi abitanti e i suoi animali.
La madre in ansia per trovare lavoro quale bracciante. L’affitto era alto e le braccia per lavorare in campagna erano troppe; inoltre, anche se avesse trovato qualcosa da fare, rimaneva il problema della figlia, che aveva poco più di quattro anni e da sola in casa ancora non poteva stare.
Girò voce che a Secchia mamma Nina stava aprendo un asilo usando le sue ragazze, cosi i bambini, per lo più figli di braccianti e contadini, sarebbero stati accuditi per poche lire, trovando anche un pasto a mezzogiorno.
All’asilo, il clima era piacevole, le ragazze facevano cantare o giocare a nascondino e girotondo, nessuno si lamentava che non c’erano giochi, perché tanto nessuno li conosceva. Dopo il pranzo poi, si faceva un sonnellino appoggiando la testa sulle braccia posate una sull’altra sul tavolo. Spesso si riusciva a dormire, svegliati a volte da un amichetto che si faceva scivolare sotto il tavolo e veniva a solleticare le ginocchia.
Le ragazze parlavano di mamma Nina ma lei non ricorda di averla mai vista, anche se un giorno avrebbe potuto succedere. Quel giorno le ragazze erano particolarmente euforiche e gioiose: mamma Nina sarebbe arrivata in visita ed avrebbe pranzato con loro.
Il padre l’andava a prendere con un sorriso che lei ricambiava, con affetto e gratitudine, quindi la caricava sulla canna della bici ed a volte, oltre lei, caricava Remo, il suo amico del cortile. Il padre faceva sedere lei vicino al manubrio e Remo, che era un po’ più grande, dietro, vicino alla sella; una sera il padre cambiò questa posizione e mise lei dietro a Remo. A casa lei ne chiese il motivo e il padre spiegò che quella era una sera fresca, con un po’ di vento e lei sarebbe stata più riparata dietro al suo amico.
In bici, il padre fischiettava ‘Vola colomba’, ‘E’ primavera’, ’Fiorin fiorello’: quel clima le procurava un brivido piacevole, le veniva da sorridere e si sentiva bene. Non aveva idea di futuro, ma si sentiva a casa.
>>“Le ragazze di Mamma Nina”<<
5 gennaio 2021
