Andiamo a vedere la mostra al castello?
Franca Giovanardi
Esistono luoghi al mondo che invitano alla bellezza, alla storia, alla musica, all’incontro con gli altri proprio per quel che sono, per la loro ubicazione, la loro forma architettonica, la loro età, gli eventi di cui sono stati testimoni.
Il Castello di Soliera – Castrum Soleriae – è uno di questi luoghi. Nella sua lunga vita deve averne viste di tutti i colori passando di mano in mano agli Estensi, alla contessa Matilde di Canossa, al Bonacolsi signore di Mantova, ai Pio di Carpi poi di Sassuolo, a Papi, Re, vicari Imperiali, fino ad arrivare al 1636 quando divenne Marchesato e fu concesso ai Campori fino alla fine del 1700. Il Castello che vediamo noi oggi è il frutto degli interventi di tutta questa folla di proprietari che si sono succeduti nel tempo, di terremoti e di restauri.
Quando nel 1990 la proprietà del Castello passò dalla Parrocchia di Soliera al Comune di Soliera, ebbero inizio i lavori di restauro dell’edificio che durarono più di dieci anni e vennero eseguiti in due stralci: il primo riguardò il piano nobile. I locali ripresero l’antica eleganza mettendo in luce il valore artistico dell’edificio con le sue ampie sale tinteggiate in calce come quelle originali, i pavimenti settecenteschi alla veneziana, gli stucchi e la famosa statua in gesso del mitico Ercole sullo scalone. Nell’ottobre del 2003, al piano nobile, trovò giusta collocazione la Biblioteca comunale Campori e il 18 ottobre dello stesso anno vennero inaugurati i locali. Intanto proseguivano i lavori previsti dal secondo stralcio, riguardanti il primo piano dell’edificio.
L’inaugurazione vera e propria del Castello avvenne il 21 giugno del 2007 ma i festeggiamenti si prolungarono fino al 23 giugno e coinvolsero diverse realtà del paese. Il “taglio del nastro”, alla presenza del sindaco Baruffi, delle altre autorità cittadine, del corpo bandistico “ B. Lugli” e persino di un vice-ministro, Mariangela Bastico, ebbe luogo all’ingresso del castello e fu seguito, nella Sala delle cerimonie, da un concerto per flauto e pianoforte, con Pietro Rustichelli e Paolo Andreoli.
Nella foto: Il sindaco Davide Baruffi, la vice-ministra Mariangela Bastico e il parroco, Don Antonio – Materiale Fotografico del Comune di Soliera
Eravamo agli inizi di un percorso, un percorso importante, che si è snodato negli anni fino ad oggi e ha dato vita e slancio alla cultura a Soliera. Purtroppo con due grandi Stop dovuti al terremoto del 2012 e alla Pandemia che stiamo vivendo.
Nei giorni dell’inaugurazione del 2007 furono allestite due mostre fotografiche che attrassero un folto pubblico.
La prima: “Giuseppe Messerotti Benvenuti, un fotografo tra Soliera e la Cina” .
L’altra mostra, “Giuliano racconta Soliera”, era dedicata a Giuliano Teritti, un fotografo speciale, un amico per molti solieresi. Era un uomo provvisto di un’umanità e di una generosità straordinarie, con occhi vivissimi in un viso aperto e sorridente. Dopo un tirocinio nello studio Frassoldati di Modena, venne a Soliera nel 1960 e qui restò per tutta la vita. Il suo laboratorio fotografico era molto frequentato perché Giuliano era veramente bravo e dava ai suoi clienti buoni consigli sulle loro produzioni, incoraggiandoli e sostenendoli.
La mostra era costruita su foto in bianco e nero e a colori che il figlio Lorenzo aveva trovato in vecchi e polverosi cartoni pieni di negativi che, dopo la morte del padre, non aveva mai degnato di uno sguardo. Quando li aprì si rese conto di avere tra le mani un patrimonio di fotografie di storie e di eventi che suo padre aveva documentato negli anni con grande passione.


Foto Fotostudio Solierese
Scrive Lorenzo: ”Con questa mostra vorrei restituire alla memoria di tutti, immagini di spaccati quotidiani degli ultimi quarant’anni di Soliera, dimenticando per una volta Il lato “tecnico della foto in sé”, preoccupandomi solo di raccontare”. E ci è riuscito bene perché la mostra fu un successo: le persone guardavano le foto, si cercavano nelle immagini e a volte si ritrovavano, rievocando avvenimenti e situazioni vissute.
Nella serata del 21 giugno il popolo solierese poté assistere ad una “Rievocazione storica rinascimentale” il cui testo era di Guido Malagoli e la regia di Luisella Vaccari. Era una narrazione-rappresentazione della sontuosa festa organizzata nel 1573 per le nozze del duca Enea Pio di Savoia, Signore di Soliera, con la nobildonna Laura Obizzi da Padova. I festeggiamenti per l’inaugurazione del Castello terminarono il giorno dopo, nella sala delle cerimonie, con un incontro curato dal Centro studi storici solieresi sul tema “La notte di San Giovanni” condotto da Matteo Al Kalak e un Concerto del Modern free Trio, “Armonie jazz in stile classico” con Andrea Candeli alla chitarra, Michele Serafini al flauto e Marcello Davoli alle percussioni.
Negli anni seguenti, le sale del Castello furono animate da serate musicali, presentazioni di libri scritti anche da solieresi, narrazioni, piccoli eventi, conferenze, letture, recital.
Mi piace ricordare tra questi, una “Serata al castello – Letture dai Laboratori di scrittura autobiografica” condotti da Daniela Stefani. Le lettrici che si alternavano al microfono, emozionatissime, erano le stesse autrici dei brani autobiografici presentati. Sul fondo apparivano bellissimi disegni di Anna Trazzi che rappresentavano qualcosa di ogni lettrice; il tutto era accompagnato dal sax e dalle tastiere di Mario e Maria Pia Donati e dagli applausi di un pubblico caldo e generoso
Il terremoto del 2012, di cui tutti serbiamo un ricordo incancellabile, interruppe ogni attività perché il Castello non era più un luogo sicuro; così come le chiese, le scuole, altri edifici pubblici e privati. Occorsero tre anni e nuovi lavori di restauro e di messa in sicurezza per poter riaprire il Castello al pubblico.
Finalmente, dal 23 aprile al 1 maggio 2017 il Castello riaprì le sue porte per ospitare la “21^ BIENNALE NAZIONALE DI PITTURA CITTA’ DI SOLIERA” che richiamò come sempre artisti e visitatori da ogni parte d’Italia.
L’anno seguente, dal 25 Aprile al 1 Maggio 2018 ebbe luogo, negli spazi espositivi del Castello, la “12^ Edizione del MINIQUADRO CITTA’ DI SOLIERA”, una rassegna d’arte pittorica organizzata dall’Associazione “Amici dell’arte” in collaborazione con la Fondazione Campori e il Comune di Soliera.
Il “Miniquadro” era nato da un’idea del direttore artistico Umberto Zaccaria; gli Amici dell’arte l’accolsero senza esitazioni e la realizzarono con entusiasmo. La Prima edizione avvenne nel 1998 ma in realtà era la seconda, perché alcuni anni prima era stata già organizzata una mostra simile che terminò con una gran cena dei pittori partecipanti in un salone in cui erano esposti i loro quadri. Cenarono circondati dai loro quadri: dicono sia stata una cena memorabile!
Il miniquadro si dimostrò un’idea vincente sia per l’adesione degli artisti sia per l’affluenza di pubblico che per i numerosi compratori. Era importante per Soliera che, per dare un’idea di continuità, ci fosse qualcosa tra una “Biennale” e l’altra. Il gruppo “Amici dell’arte” adottò un percorso organizzativo particolare. Invitò una trentina di affermati pittori scegliendoli dal lungo elenco dei partecipanti alle biennali precedenti o allargando gli inviti anche ad altri artisti e chiese loro di presentare tre piccoli quadri, tutti delle stesse dimensioni (cm. 30 X cm. 40) che il pubblico avrebbe potuto acquistare: tutti i quadri avevano lo stesso prezzo. Raramente ne rimase uno invenduto!
Nell’edizione del 2018 furono esposte le opere di 32 affermati pittori italiani noti al pubblico anche per la partecipazione a passate edizioni della “Biennale” e per i riconoscimenti ottenuti. Tra loro ricordiamo: Erani, Bedeschi, Chiarani, Marini, Rassatti, Scola, Maltoni e Gueggia. La giuria assegnò il primo premio a Silla Davoli con la seguente motivazione “per la capacità di esprimere una sintesi originale e di alto livello delle correnti artistiche che hanno animato il Novecento”.
1° Premio a Silla Davoli – Foto dal Materiale Fotografico del Comune di Soliera
La “22^ BIENNALE NAZIONALE DI PITTURA CITTA’ DI SOLIERA” si svolse dal 25 aprile al 1 maggio 2019.
Uno splendido catalogo introduce e testimonia la mostra ”INTRA MOENIA” – COLLEZIONI CATTELANI” che le sale del Castello Campori ospitarono dal 6 ottobre 2018 al 13 gennaio 2019. Le opere presenti in mostra erano una selezione delle opere provenienti dalle Collezioni Cattelani di Modena, nate dalla passione per l’arte di Carlo Cattelani, un collezionista raffinato di arte sacra e arte moderna, e della sua famiglia. Erano esposte circa 80 opere tra sculture, dipinti, disegni, installazioni e fotografie realizzate da 60 artisti affermati a livello nazionale ed internazionale, come Karin Andersen, Francis Bacon, Gunter Brus, Giuseppe Chiari, Sol Lewitt, Renato Mambor, Larry Miller, Herman Nitsch, Vettor Pisani, Nam Jun Paik, Franco Vaccari e Ben Vautrier.
Il Sindaco Roberto Solomita ha scritto, nel Catalogo dedicato alla mostra: “Soliera conserva gelosamente le proprie radici identitarie, tuttavia sempre mantenendo uno sguardo proiettato verso l’esterno, perché solo coltivando una curiosità profonda una comunità può crescere e arricchirsi costruendo gli strumenti per affrontare il futuro. In questo senso, la mostra Intra moenia offre un’ulteriore chiave d’accesso – ancora vibrante e interrogante – alla contemporaneità. Le opere esposte sembrano trasmettere l’urgenza di una riflessione sul sacro, con un taglio che interroga profondamente l’umanità di noi tutti, chiamando in causa la comunità civile e quella religiosa unite da una comune tensione etica. (…) con questa mostra vogliamo intraprendere un percorso strutturato che renda la nostra città attrattiva anche dal punto di vista espositivo, innovando le esperienze della nostra tradizione nelle arti figurative di cui la biennale di pittura è l’espressione più conosciuta e prestigiosa.”

Promossa dal comune di Soliera e dalla Fondazione Campori, la mostra è stata prodotta da All Around Art con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e della Diocesi. Il titolo della mostra – Intra Moenia – allude al luogo in cui è stata allestita: le mura protettive del Castello. Una piccola parte della mostra è stata dedicata ai bambini. Nei giorni di apertura, sono stati coinvolti più di 500 bambini delle scuole di Soliera e anche provenienti da fuori, con attività didattiche organizzate dalla Ludoteca Il Mulino” di Soliera: visite guidate, laboratori artistici ispirati alla mostra e letture animate. Una parte della mostra è stata allestita in un altro spazio, la chiesa di San Pietro in Vincoli a Limidi di Soliera, seguendo il calendario liturgico indicato dal Parroco Don Antonio Dotti.
INTRA MOENIA ebbe un notevole successo di pubblico: 4.500 visitatori con un’affluenza media giornaliera di 150 persone. Per Soliera era stato veramente un evento molto importante.
A novembre del 2018, centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, le sale del Castello ospitarono una Mostra particolare, non una mostra di pittura, fotografia o scultura ma un’esposizione di oggetti risalenti alla Prima guerra mondiale (1915 – 1918). Il titolo: “Il nemico era come noi” – 23, 24, 25 novembre 2018.
Gli oggetti esposti appartengono ad un grande collezionista di Bibiano (Reggio E.), Luigi James Garimberti che dal 1985 ha raccolto testimonianze e reperti della Grande Guerra, una guerra che ha coinvolto eserciti di molte Nazioni (italiani, austriaci, tedeschi, inglesi e francesi). I reperti raccolti – dalle attrezzature alle armi, agli equipaggiamenti, agli oggetti del quotidiano (pentole, gavette, lettere, cartoline) dimostrano come soldati di diverse nazionalità – su fronti contrapposti – conducessero una vita molto simile. Da qui il titolo della Mostra: “Il nemico era come noi”. Simili nella sofferenza, simili nell’orrore di questa guerra terribile.

La mostra organizzata a Soliera si deve al rapporto di amicizia di Garimberti con due solieresi (Franco Zibordi e Guido Malagoli) che, dopo aver visitato il grande “Museo” di Garimberti a Bibiano che contiene quattromila “pezzi”, proposero al Sindaco di Soliera di portarlo in parte anche qui, affinché non si perdesse la memoria di ciò che la guerra è realmente stata e si tenesse sempre ben presente che la guerra non è la soluzione per i mali del mondo.
Il comune accettò e con la grande disponibilità del collezionista, le sale del castello si riempirono degli oggetti che segnarono la vita di milioni di soldati: attrezzature belliche, armamenti, equipaggiamenti, oggetti di vita quotidiana, attrezzature mediche, corrispondenza, oggetti ricavati da altri oggetti, costruiti dai soldati nelle lunghe ore trascorse in trincea. Nelle tre giornate della Mostra furono effettuate visite libere e visite guidate, con la presenza autorevole e competente dello stesso Garimberti. La sera del sabato, il reading “In trincea”, con le voci di Guido Malagoli (l’autore) e Franca Giovanardi portarono un’ulteriore testimonianza. Durante l’esposizione una sola classe delle Scuole medie la visitò ma poi successe una cosa inaspettata e molto positiva, dovuta all’interesse che la mostra aveva suscitato nei ragazzi: la Scuola chiese agli organizzatori di poter portare altre classi il lunedì mattina.
23 MARZO – 14 APRILE 2019 –
Il Castello ospita “ATTENTI AL LUPO”,
FOTOGRAFIE DI OSCAR LOLLI
Sulla copertina del libro che accompagnava la Mostra fotografica di Oscar Lolli, c’è il disegno di un bambino che ha vissuto in prima persona il trauma del terremoto del maggio 2012. Le forti scosse resero inagibile la Scuola elementare “G. Garibaldi”, costruita nel 1927. Era la Scuola storica del paese, dove sono passate generazioni di Solieresi, compreso l’autore. L’edificio era ed è dotato di spazi ampi per le aule, grandi corridoi, locali per la direzione e la segreteria. Con una larga scala dalla ringhiera in ferro battuto si saliva al primo piano dove, oltre alle aule, c’era anche un teatrino provvisto di palcoscenico. Per sette anni in quella grande scuola silenziosa non entrò quasi nessuno.
Oscar Lolli, affermato artista solierese, che da bambino aveva frequentato le elementari alle “G. Garibaldi”, entrò in quella scuola chiusa da tanto tempo con la sua macchina fotografica, ma non fu attratto dai grandi spazi abbandonati e polverosi, bensì dagli oggetti “addormentati” là, dov’erano al momento del terremoto, sospesi in quell’aria antica: rugose carte geografiche, calcinacci che formano dipinti, chiavi colorate appese al muro, uccelli imbalsamati in parte adagiati sul fianco dall’onda sismica, geometriche simmetrie, abiti lasciati appesi agli attaccapanni nella fretta della fuga, disegni dei bambini appesi al muro. Sono davvero “scatti d’autore” quelli di Lolli e testimoniano la capacità di meravigliarsi di un adulto e, allo stesso tempo, di vedere la realtà con occhi infantili pieni di tenerezza. Penso sia proprio questa “qualità” d’immagini che ha determinato il successo della mostra, sollevando nei visitatori ondate di ricordi.
A Novembre del 2019 fu aperta al Castello una mostra fotografica, abbastanza insolita ma molto interessante, dal titolo
“UN PAESE CI VUOLE – Fotografie tra luoghi e persone del nostro territorio” che restò aperta fino all’otto marzo 2020. La mostra, fino a quel giorno, aveva accolto 2.500 visitatori ma purtroppo dovette chiudere con due week-end di anticipo sulla data prevista a causa dell’emergenza sanitaria Covid 19.

Il progetto è ispirato ad una esperienza fotografica svoltasi a Luzzara (Reggio E.) negli anni Cinquanta, voluta da Cesare Zavattini, realizzata da Paul Strand e documentata nel libro “Un paese”. Altri fotografi eccellenti, come Luigi Ghirri e Olivo Barbieri raccontarono il territorio traendo spunto dallo stesso lavoro. Anche il Comune di Soliera, con la collaborazione attiva della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, del Politecnico di Milano e della fondazione Campori, decise di realizzare un progetto analogo, affidandosi alla competenza e all’esperienza di Terra Project. Così come è importante per una persona ricevere dei “rinvii” dagli altri per conoscersi meglio, altrettanto importante è, per un territorio, guardarsi da fuori attraverso occhi nuovi, occhi che per la prima volta vedono una realtà e la restituiscono agli abitanti attraverso i loro scatti.
Il progetto ebbe un titolo: ”Raccontare luoghi, raccontare storie. Soliera e il suo territorio”. Vennero ospitati a Soliera dieci giovani fotografi, scelti con un bando pubblico, che rimasero per una settimana e ai quali fu proposto di realizzare “un’esperienza di esplorazione e narrazione collettiva del tessuto sociale, culturale e produttivo del comune di Soliera e dei comuni limitrofi dell’Unione delle Terre d’argine, allo scopo di favorire la conoscenza del territorio e al tempo stesso di creare un archivio di immagini”
Durante i giorni della Mostra, oltre a una decina di visite guidate e atélier creativi per le scuole di Soliera, sono state organizzate diverse attività collaterali in collaborazione con le Associazioni del territorio. Ne cito alcune:
-“Le città invisibili” reading di Roberta Biagiarelli con proiezioni di Luigi Ottani
-Concerti del cantautore Nicolò Carnesi
-Workshop di scrittura con Davide Bregola
-Concerto per pianoforte con Alessandro Pivetti
-Concerto disegnato dal vivo con il fumettista Marino Neri
-Concerto del cantautore Bernardo Levi
-Degustazioni a cura della Compagnia Balsamica
-Presentazione del programma annuale del centro Studi Storici Solieresi
-Iniziative fotografiche a cura del Circolo Fotografico il Mulino di Soliera

Al workshop con Davide Bregola, organizzato da “Scrivere sull’argine” e collegato alla mostra “Un paese ci vuole”, parteciparono una trentina di persone che furono invitate a visitare la Mostra, a scegliere una fotografia che le aveva colpite e a scrivere un racconto su di essa. I racconti furono raccolti in un fascicolo insieme alle foto da cui erano stati ispirati. Così alle immagini si aggiunsero le parole.
Arnaldo Pomodoro {sur}-face 17 ottobre 2020 – 10 gennaio 2021
Che stupore e che meraviglia andare in piazza e trovarsi davanti un obelisco! Ma chi se lo aspettava un obelisco a Soliera? Eppure c’è e l’Autore, Arnaldo Pomodoro, permette che resti qui per tre anni in comodato d’uso al Comune di Soliera. Avremo perciò tutto il tempo per ammirarlo da diverse angolature, sullo sfondo del Castello Campori, degli alberi verdi del Parco, di scorcio sulla lunga via Roma che, ogni volta che la percorro in direzione Castello, mi fa venire in mente la strada d’accesso a una reggia. Ho pensato con gran piacere che il nostro Comune continua a non perdere di vista l’obiettivo di fare di Soliera una “città della cultura”, confermando anche la propria inclinazione al contemporaneo. Lo dimostra l’esposizione di cui stiamo parlando, organizzata in collaborazione con la fondazione Arnaldo Pomodoro e curata da Lorenzo Respi, che “racconta la personalità di un artista visionario che ha segnato profondamente la seconda metà del Novecento italiano”. (Respi)

Arnaldo Pomodoro progettò la macchina scenica dell’obelisco per “La passione di Cleopatra” per l’opera di Ahmad Shawqi, drammaturgo egiziano. Si tratta di una struttura monumentale alta quattordici metri in acciaio corten con inserti in bronzo che ricordano gli antichi geroglifici egizi. L’Obelisco per Cleopatra accompagna, insieme alla scultura di Emilio Isgrò esposta negli spazi della Sala consiliare, la mostra {sur}-face situata nelle sale del Castello, tutta da vedere. Speriamo che dopo la lunga interruzione obbligatoria per la Pandemia, si possa presto tornare a dare un’occhiata. La data di chiusura era infatti prevista per il 27 giugno del 2021. Collegate alla mostra sono state e saranno organizzate una serie di iniziative didattiche e un percorso dedicato ai bambini perché, come dice il nostro sindaco Solomita, “con l’arte si cresce”.
“Allora, andiamo a vedere la mostra al castello?”
>>“Inaugurazione castello e matrimonio storico”<< In primo piano – Soliera, Fiera di San Giovanni 2007.
>>“Matrimonio del Duca Enea Pio Savoia”<< Viaggio verosimile e fantasioso di Guido Malagoli in un passato incerto e nebuloso.
>>“Il nemico era come noi – Modi di dire”<< Modi di dire che derivano da situazioni ed eventi della Grande Guerra.
>>“Il nemico era come noi – Mitragliatrice”<< Maschinengewehr Patent Schwarzlose M.07/12.
>>“Il nemico era come noi – La Grande Guerra tra le Apli”<< Progetto e presentazione di Guido Malagoli.
>>“Un paese ci vuole – I racconti”<< A cura di Davide Bregola.
19 febbraio 2021
