Il verde

In genere quando pensiamo al “verde” ci riferiamo a quello con funzione ornamentale, sia esso pubblico o privato; ma questi sono concetti “attuali” e comunque recenti. Il “giardino pubblico”, ovvero uno spazio con vegetazione ornamentale nei centri urbani con funzione sia estetica che ricreativa, con valenza perfino di salute pubblica, nasce in Francia sul finire del Settecento e si diffonde più tardi in Europa, quando tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento gli strumenti urbanistici prevedevano ampi spazi da destinare al verde pubblico.

Solo nel secondo dopo-guerra le leggi urbanistiche nazionali e regionali hanno introdotto il concetto di standard, assegnando anche al verde pubblico un ruolo qualitativo e quantitativo nella pianificazione comunale.

Soliera è una città che ha altissimi standard di verde pubblico, che comunque è fuori del borgo murato, nel quale non è presente verde.

Al di fuori delle mura il verde comincia dalle fossa castellane: il viale alberato dal borgo verso il Mulino; il prato e il parco Campori, quest’ultimo voluto dalla famiglia tenutaria del castello quando lo ha ceduto, e ridisegnato dopo l’assetto che ha oggi la fossa a mezzogiorno e sul lato est della rocca; e infine il verde del “campo del prete”.

Oggi qui ci fermiamo, perché la nostra Mappa di Comunità è riferita a Soliera dentro le mura.

Ma uno sguardo al passato ci riporta alla mappa “Gallica”, interessante non tanto perché ci mostra la presenza di qualche piccolo orto dentro le mura, ma perché ci fa vedere come era organizzato il verde fuori le mura, facendoci immaginare la vita degli abitanti del borgo, che di giorno uscivano per lavorare i campi (disegnati ad acquerello sulla mappa, che riporta con minuzia la struttura dei filari di vite maritata, siepi, orti e frutteti, campi seminati) per rientrare la sera nel borgo, in uno scambio continuo dentro/fuori le mura che scandiva il ritmo delle giornate e di una vita regolata con tempi lenti delle stagioni.

Si racconta che...

Non è stato trovato nulla.

Esploriamo...

Il treno della felicità

I “bambini della montagna”  anticiparono di poco il più imponente flusso di bambini di  Roma, Cassino, Terracina e Napoli che giunsero in Emilia Romagna nel 1946 e 1947

Leggere di più

LE RAGAZZE DI MAMMA NINA

Marianna Saltini, detta mamma Nina,  era la sorella di don Zeno, fondatore nel 1946 di Nomadelfia  nell’ex campo di concentramento di Fossoli.

Leggere di più

CANTI DI TERRA, PAROLE DI STALLA

Canti di terra, parole di stalla - Atto unico

Leggere di più

L’lluvione del 1966
Azzurro Manicardi

Dopo tre giorni consecutivi di pioggia intensa, una terribile alluvione si abbatté sul paese.

Leggere di più

Progetto finanziato nell’ambito del Bando progetti eventi ed attività culturali promosso da Fondazione Campori
con il sostegno di Comune di Soliera e Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi.
Università libera età Natalia Ginzburg a.p.s. · Comitato di Soliera · via Berlinguer 201 · 41019 · Soliera (MO) C.F. 94064020368
Privacy policy · Cookie policy

Design justnow!