Accoglienza e memoria
Il tema dell’accoglienza, di grande attualità, non è nuovo per Soliera: l’alluvione del Polesine del 1951 e l’immigrazione dal Mezzogiorno nel dopoguerra per la ricerca del lavoro hanno portato qui diverse famiglie, oggi integrate nel tessuto sociale ed economico.
E questo è avvenuto perché la Comunità ha saputo accoglierli e non farli sentire spaesati.
Oggi, oltre all’arrivo qui di persone, o famiglie, per le più diverse ragioni, si sceglie spesso di abitare a Soliera, più che viverci. Sicuramente chi arriva qui con questo obiettivo se non trova una Comunità accogliente (e se non è disposto a farsi accogliere) difficilmente potrà sviluppare senso di appartenenza e integrarsi.
Altro tema è quello della memoria: ogni luogo e ogni Comunità hanno vissuto gli effetti di eventi che hanno interessato l’intera Nazione, se non un ambito più vasto.
Anche adesso stiamo vivendo gli effetti della pandemia che dallo scorso anno ha stravolto il modo di vivere del mondo intero.
E quasi un decennio fa abbiamo vissuto il terremoto, la cui ricostruzione è ancora in corso. E “tenere memoria”, di questo ma anche di altro, è importante per la storia della nostra Comunità, che nel futuro sarà in ogni modo condizionata da questo presente, che a sua volta è stato condizionato da quanto accaduto in passato.
Impariamo quindi a conoscere e valorizzare fatti del passato, tasselli di storia e di elementi identitari, anche riconoscendo i luoghi che li caratterizzano, affinché questi non perdano di significato e rischino la cancellazione.
Chi sa perché la via Rimembranze si chiama così? Fu voluta a memoria dei caduti della prima guerra mondiale, e gli alberi un tempo qui presenti, ne ricordavano il numero. A proposito di alberi, anche oggi quelli del bosco di Stradello Arginetto hanno un significato: un albero di benvenuto per ogni nuovo nato!
Un suggerimento per contribuire alla valorizzazione della nostra comunità? Osservare e ascoltare con più attenzione… prendersi questo tempo, e non pensare che sia tempo perduto!
Si racconta che...
Noi di questo paese
Ruggero Toni
Era l’Autunno del 1943. Dopo l’otto settembre i tedeschi erano dappertutto, anche a Soliera, e procedevano ai “rastrellamenti”: cercavano uomini che poi deportavano in Germania nei “campi di lavoro” e nelle loro fabbriche, per sostituire i loro uomini che erano al fronte.
Uovo o specchio della vita?
Guido Malagoli
“ Per me l’uovo è il simbolo del ritorno alla vita, come a Pasqua, oppure, se vogliamo estendere il concetto, uovo come mito primordiale cosmogonico della creazione dell’universo …
I quattro venuti da lontano
Carla Montanari
Nei primi anni ’80 arrivarono a Soliera, come sbucati dal nulla, quattro giovani uomini che nessuno aveva mai visto.
Mano nella mano
Luisella Vaccari
Era una sera di novembre del 1951 quando arrivò in piazza a Soliera, fuori orario, una corriera piena di persone.
Cominciarono a scendere uomini e soprattutto donne e bambini, sconosciuti: erano gli alluvionati del polesine.
Immacolata Picone
Luciana Ognibene
Sistemando i cassetti a casa di mio padre, come sempre, brontolavo per la quantità di cianfrusaglie che contenevano e la quantità di fotografie, sparse ovunque.
2012 – Il terremoto
Franca Giovanardi
Era stata la scossa più forte che io avessi mai sentito, il mio cuore batteva all’impazzata. Spontaneamente mi gettai a terra quasi a cercare sicurezza, trascinando Martha con me ma la terra continuava a muoversi.
Un nuovo inizio
Gabriella Malavasi
Girò voce che a Secchia mamma Nina stava aprendo un asilo usando le sue ragazze, cosi i bambini, per lo più figli di braccianti e contadini, sarebbero stati accuditi per poche lire, trovando anche un pasto a mezzogiorno.
Altrove
Annuska Raimondi
Andrea era solo in ufficio e stava pensando a sua madre che qualche giorno prima aveva espresso il desiderio di scrivere ad un ragazzo che abitava in un “altrove” lontano e sconosciuto
Esploriamo...
LE RAGAZZE DI MAMMA NINA
Marianna Saltini, detta mamma Nina, era la sorella di don Zeno, fondatore nel 1946 di Nomadelfia nell’ex campo di concentramento di Fossoli.
L’lluvione del 1966
Azzurro Manicardi
Dopo tre giorni consecutivi di pioggia intensa, una terribile alluvione si abbatté sul paese.
Alluvione 4 novembre 1966
Azzurro Manicardi
Nota storica sull'alluvione del '66, di A. Manicardi.
Mostra IL NEMICO ERA COME NOI
La Grande Guerra sulle Alpi
Il nemico era come noi, "La Grande Guerra sulle Alpi" - Novembre 2018.





































