Accoglienza e memoria
Il tema dell’accoglienza, di grande attualità, non è nuovo per Soliera: l’alluvione del Polesine del 1951 e l’immigrazione dal Mezzogiorno nel dopoguerra per la ricerca del lavoro hanno portato qui diverse famiglie, oggi integrate nel tessuto sociale ed economico.
E questo è avvenuto perché la Comunità ha saputo accoglierli e non farli sentire spaesati.
Oggi, oltre all’arrivo qui di persone, o famiglie, per le più diverse ragioni, si sceglie spesso di abitare a Soliera, più che viverci. Sicuramente chi arriva qui con questo obiettivo se non trova una Comunità accogliente (e se non è disposto a farsi accogliere) difficilmente potrà sviluppare senso di appartenenza e integrarsi.
Altro tema è quello della memoria: ogni luogo e ogni Comunità hanno vissuto gli effetti di eventi che hanno interessato l’intera Nazione, se non un ambito più vasto.
Anche adesso stiamo vivendo gli effetti della pandemia che dallo scorso anno ha stravolto il modo di vivere del mondo intero.
E quasi un decennio fa abbiamo vissuto il terremoto, la cui ricostruzione è ancora in corso. E “tenere memoria”, di questo ma anche di altro, è importante per la storia della nostra Comunità, che nel futuro sarà in ogni modo condizionata da questo presente, che a sua volta è stato condizionato da quanto accaduto in passato.
Impariamo quindi a conoscere e valorizzare fatti del passato, tasselli di storia e di elementi identitari, anche riconoscendo i luoghi che li caratterizzano, affinché questi non perdano di significato e rischino la cancellazione.
Chi sa perché la via Rimembranze si chiama così? Fu voluta a memoria dei caduti della prima guerra mondiale, e gli alberi un tempo qui presenti, ne ricordavano il numero. A proposito di alberi, anche oggi quelli del bosco di Stradello Arginetto hanno un significato: un albero di benvenuto per ogni nuovo nato!
Un suggerimento per contribuire alla valorizzazione della nostra comunità? Osservare e ascoltare con più attenzione… prendersi questo tempo, e non pensare che sia tempo perduto!
Si racconta che...
Terremoti
Marzia Oliani
Ecco, puntualmente mi avvio verso l’ospedale intorno alle ore 8, avevo appuntamento con un medico che ha tenuto in cura mia madre nel suo ultimo ricovero , “ci prendiamo un caffè, poi ognuno di noi due va al lavoro..”
Nel bel mezzo della pandemia
Ruggero Morselli
Premetto a chi legge che la prendo alla leggera l’opinione sulla tremenda pandemia che stiamo (mi auguro) passando anche se leggera certamente non è ...
La lapide della Vittoria
Guido Malagoli
Ormai le lettere rosa antico, un tempo rosso, sono scolorite come scolorito e opaco si sta facendo il ricordo di quell’evento.
La lapide dei caduti della Grande Guerra
Guido Malagoli
È sulla destra, appena entri nella piazza dopo il voltone, sotto il portico, dietro alla rastrelliera delle biciclette.
Terremoto 2012
Marisa Zanini
Maggio 2012, a Soliera la terra trema. E’ notte, all’alba devo partire per raggiungere le amiche del gruppo scrittura della Ginzburg ad Anghiari assieme a Morena, ma il botto è così potente che ha squassato il letto costringendomi ad alzarmi.
Quanto freddo e quanta neve …
Vincenzo Apparuti
L’anno 1985 era incominciato secondo quanto previsto dai maggiori meteorologi del tempo, i “lunari” AL BARNARDON ed IL PESCATORE REGGIANO: inverno freddo con vento, pioggia, neve, insomma tutto nella norma.
Il “mio” terremoto 20/29 maggio 2012
Luciana Ognibene
Questa incertezza mi fece perdere la fiducia nella mia casa, il mio rifugio sicuro era diventato il mio pericolo e non sapevo cosa fare e dove andare. In quei momenti ho proprio vissuto l’abbandono, il nulla, ero perduta…
Solidarietà internazionale a Soliera
Massimo Valentini
All’inizio degli anni 90 contestualmente alla dissoluzione della Jugoslavia iniziarono una serie di atroci conflitti dall’altra parte dell’Adriatico con drammatiche conseguenze sulle persone della penisola balcanica.
Esploriamo...
SOLIERA Il 20 e 29 Maggio 2012 “Io c’ero”
Azzurro Manicardi
Il terremoto del 2012, con le sue ripetute scosse, quasi 1.700 nel primo mese, le più forti del 20 e 29 maggio, è l’ennesimo evento sismico che da memoria remota ha interessato le nostre zone.
I “MONTANARI” NELLE SCUOLE DI SOLIERA
E’ il 18 marzo 1944, le truppe naziste compiono una strage a Monchio, Susano e Costrignano per rappresaglia contro la costituzione delle prime brigate partigiane sull'Appennino modenese.
I DIMESSI DALL’OSPEDALE PSICHIATRICO
C'erano una volta i manicomi con tutto il carico dei loro terribili orpelli: fili spinati e corrente elettrica, cinghie di cuoio, camicie di forza, carcerieri, botte e acqua fresca, fetori nauseanti e strutture fatiscenti.
Il treno della felicità
I “bambini della montagna” anticiparono di poco il più imponente flusso di bambini di Roma, Cassino, Terracina e Napoli che giunsero in Emilia Romagna nel 1946 e 1947




































