Il castello
La storia del castello si intreccia con quella del borgo: ancora oggi ne delimita l’angolo sud-est; e da sempre si entra nel castello solo dal borgo.
Costruito dagli Estensi all’epoca del castello di Ferrara, e di molti altri in Emilia, passato di mano in mano prima ai Pio, signori di Carpi, poi ai Pio signori di Sassuolo, e infine ai Campori, esso è stato via via ingrandito e trasformato per adeguarlo agli usi del tempo.
Oggi solo all’esterno si leggono le tracce della struttura medievale; e l’impianto rinascimentale è stato progressivamente trasformato in palazzo settecentesco.
Poi si è come “congelato” e solo il recente restauro ne ha restituito le forme dell’impianto settecentesco, ovvero l’ultimo intervento “organico”, frutto di uno studio accurato in tutte le sue parti: la “galleria” di ingresso, con accesso dal cortile; l’appartamento del Marchese Campori al piano nobile con i suoi pregiati pavimenti in battuto alla veneziana; lo scalone monumentale con la statua di Ercole, guardiano del castello; e l’appartamento al primo piano per gli ospiti e gli altri parenti.
Un incendio ha distrutto la parte del castello verso la chiesa, ove erano cucine e altri ambienti di servizio.
E altre trasformazioni hanno subito gli edifici di servizio che erano stati addossati a nord della cortina muraria che chiudeva il cortile.
Il castello ospita oggi la Biblioteca comunale al piano nobile, e tutti possono frequentarla anche solo per leggere un giornale dell’emeroteca.
Al primo piano spesso sono ospitate mostre; altri spazi, destinati alle associazioni culturali, si spera che presto potranno essere più facilmente fruibili.
E la galleria è impiegata per eventi e convegni… e vi si celebrano matrimoni civili.
E chissà cosa si farà nel tempo futuro nel castello….
Si racconta che...
La biblioteca è un mondo
Franca Giovanardi
“Fondare biblioteche è un po’ come costruire ancora granai pubblici: ammassare riserve contro l’inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire”.
La Madonnina del voltone
Danilo Beneforti
Alzo lo sguardo e sopra la porticina bassa di accesso al rifugio, Lei …. un affresco in precarie condizioni con una immagine della Madonna con il Bambino, S. Giuseppe e S.Antonio.
FANTASMI E MISTERI
GUIDO MALAGOLI
In ogni castello che si rispetti pare che ci sia un fantasma che gironzola sferragliando con rumore di catene o, se proprio c’è scarsità di fantasmi, è sufficiente una stanza “dove ci si sente”.
Ercole e il bambino
Ruggero Toni
Salita la rampa di scale che dal portico sulla piazza porta all’ingresso del castello e superato il grande portone sempre spalancato che finge di vigilare sull’ingresso ...
Il sotterraneo
Guido Malagoli
Quando andavamo in ludoteca in fila per due e passavamo sotto il voltone, i miei scolari domandavano: “Che cosa c’è dietro a quel portoncino?”
Soliera vista da fuori
Barbara Franceschini
Soliera vista da fuori è una delle tante città più o meno grandi, più o meno abitate che punteggiano la Pianura Padana, rendendola meno monotona.
Il ponte c’era o non c’era?
Guido Malagoli
Una cartolina seppiata e ingiallita d’inizio novecento. Si notano distintamente i tre archi del ponte d’ingresso al castello annerito dal tempo, racchiuso dai bastioni all’interno della fossa castellana dove crescevano alberi e granoturco.
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Esploriamo...
L’affresco sotto al voltone
Azzurro Manicardi
Nota storica sull'affresco sotto al voltone, di A. Manicardi.
Fascicolo “Un paese ci vuole”
Un paese ci vuole - Fotografie tra luoghi e persone del nostro territorio - I racconti.
Mostra IL NEMICO ERA COME NOI
La Grande Guerra sulle Alpi
Il nemico era come noi, "La Grande Guerra sulle Alpi" - Novembre 2018.


















































